Amarcord: Boniperti, Nedved, Conte, storie di grandi amori bianconeri

“Juve, storia di un grande amore” così recita l’inno della squadra bianconera che ogni domenica nelle partite casalinghe è cantato a squarciagola dai presenti nello stadio.

Ci sono alcuni personaggi che hanno scritto quest’inno nella loro mente e nel loro cuore con un inchiostro indelebile. Giampiero Boniperti, Antonio Conte, Pavel Nedved giocatori di generazioni diverse ma che hanno in comune un sentire del tutto bianconero, per loro la Juve è davvero una storia di un grande amore, eterno, incancellabile.

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Boniperti veste dal 1946 al 1961 solo una maglia, quella bianconera, un’unica fede per Giampiero che lo porterà a vestire diversi ruoli all’interno della società. Dopo il suo addio al calcio, diventa dirigente della squadra per poi diventare addirittura presidente nel 1971, carica che ricoprirà fino al 1990.Da presidente passerà poi ad amministratore delegato per tre anni prima di diventare presidente onorario del club, ruolo che tutt’ora ricopre.

L’altro invece è Conte, anche lui ha trascorso l’intera vita e continua a trascorrerla con la società juventina, tranne qualche parentesi con Siena, Bari e Atalanta. Ha guidato il centrocampo bianconero dal 1991 al 2004, un pilastro del centrocampo, inamovibile, in panchina è andato solo adesso, nel 2011, quando è stato chiamato dalla società a dirigere la squadra bianconera che con lui ha vinto due scudetti.

Antonio COnte 5 Maggio

Infine c’è Nedved, arrivato al posto di Zidane, fra i dissidi dei tifosi, si è rivelato uno dei più forti centrocampisti al mondo. La fiducia che la Juventus ha riservato nei suoi confronti lui l’ha voluta ricambiare e invece di tornare in patria, dopo gli otto anni trascorsi nella Vecchia Signora, ha deciso di rimanere in società accettando il ruolo di Consigliere d’Amministrazione che detiene dal 2010.

Questi tre non dimenticheranno mai la Juve, la porteranno sempre nel cuore e cercheranno sempre di difenderla, ma in cambio hanno l’affetto dei tifosi che ne saranno sempre riconoscenti per tutto il buon lavoro svolto per la Juventus.