Amarcord: Marcelo Salas, da bomber della Lazio a fallimento nella Juventus

Questa è la storia di un giocatore che nel corso della sua carriera ha vissuto momenti di alti e bassi. Il destino, purtroppo, gli riservò addirittura un finale quasi tragico. Questa è la storia di Marcelo Salas: il miglior marcatore della Nazionale cilena, reputato ancora oggi in patria il miglior calciatore mai esistito, migliore anche del Ninho Maravilla Alexis Sanchez.

Marcelo nasce nel 1974 a Temuco, un paesino nella provincia di Cautin in Cile. La sua infanzia, come quella di tutti i chicos cileni, trascorre in mezzo alle strade con un unico amico: il pallone. Mosse i primi passi nel Santos, il quale fu una rampa di lancio verso la sua prima squadra da professionista: l’Universidad de Chile, dove il 13 Aprile del 1993 esordisce contro il Colo Colo siglando una tripletta.

In tre anni colleziona cinquanta reti, conquista la maglia della sua Nazionale e all’esordio segna un gol davanti agli occhi di Diego Armando Maradona consentendo al Cile di pareggiare 3-3 con l’Argentina. La sua patria gli regala tanto, ma il River Plate lo acquista per 3,5 milioni ed è in Argentina che acquisisce la fama di “Matador” (per l’inchino che Salas riservava ai suoi tifosi dopo ogni gol) e che viene eletto giocatore sudamericano dell’anno.

salas

Per lui ben presto si apriranno le strade dell’Europa. Cragnotti fece pazzie per portarlo a Roma dove conquistò sei trofei con la Lazio realizzando 34 reti. Nonostante le vittorie, gli anni successivi furono bui per la Lazio. Cragnotti aveva speso molto e i trofei vinti non avevano colmato i debiti della dirigenza; per questo motivo il presidente fu costretto a mettere Salas sul mercato.

Il trasferimento alla Juventus fu complicato: Luciano Moggi sognava di portare in bianconero Christian Vieri, ma Moratti decise di non lasciare andare via uno dei suoi pupilli e lo trattenne in neroazzurro. La Juventus virò quindi su Salas che costò ben 25 miliardi di lire più il cartellino di Kovacevic.

Poco tempo dopo, la sua avventura in bianconero si rivelò un vero e proprio disastro per due motivi: in primo luogo perchè il cileno si infortunò al ginocchio e le sue prestazioni divennero sempre più scadenti. Come dimenticare il derby disputato nel febbraio del 2002 quando Salas sbagliò il rigore che avrebbe consegnato lo scettro nelle mani della Juventus a pochi minuti dalla fine della partita.

In secondo luogo perchè l’arrivo di Salas precluse quello di uno dei calciatori che si rivelò poi essere uno tra i più forti al mondo, se non il più forte: Cristiano Ronaldo.

Una storia che lascia l’amaro in bocca, una storia che forse se avesse preso un’altra piega avrebbe portato conseguenze diverse sia per la Juventus che per il giocatore stesso. La Vecchia Signora rappresentò purtroppo il capolinea per un campione che arrivò in Europa con la voglia di spaccare il mondo.

 

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