Arrigo Sacchi contro i tifosi del Milan: "Mancano di riconoscenza"

La sconfitta contro il Parma e la contestazione dei tifosi mostrano come il Milan stia attraversando un periodo delicato e di crisi che, iniziato a settembre, continua a far discutere. Una delle bandiere storiche del Milan degli anni passati, Arrigo Sacchi intervistato ai microfoni di Radiouno, ha espresso il suo pensiero a riguardo non condividendo il comportamento dei tifosi che con la loro contestazione si sono mostrati ingrati nei confronti di una società che negli anni e con Berlusconi come presidente ha regalato loro grandi gioie e numerosi trofei.

La cosa grave è la mancanza di riconoscenza verso la società, un uomo come Galliani, il poco rispetto verso giocatori, storia e società e il fatto che la violenza abbia la prevalenza su tutto il resto. Galliani è uno dei più grandi dirigenti che ci siano, un protagonista assoluto, è un valore aggiunto per la società. -Questo il pensiero di Sacchi sulla contestazione degli ultimi giorni- Vorrei tanto ci fosse un ambiente più sereno: bisogna saper accettare la sconfitta. Ci sono momenti in cui si sbaglia o in cui gli altri sono stati più bravi di te, da noi manca la civiltà e il merito”. Pensiero questo che si estende al calcio italiano in generale: ” I nostri stadi sembrano ormai delle carceri a cielo aperto! Vediamo gruppi che cercano di dividere le società. Bisogna parlare con questi gruppi ma non attraverso il ricatto e la violenza”. 

Tornando quindi a parlare di Milan invita i tifosi ad avere pazienza e fiducia nel progetto di Seedorf e nella squadra: “Quello di Seedorf è un compito difficile, perché ha trovato giocatori che non ha scelto. I tifosi devono avere molta pazienza con una società che la merita. Si sta investendo sui giovani del settore giovanile, Filippo Galli sta facendo molto bene, ma bisogna investire ancora di più sui giovani”.

Infine parla di Mario Balotelli, giocatore dalle grandi capacità ma che spesso si perde a causa del suo comportamento un po’ sopra le regole: “È sicuramente un talento, ma non per questo può permettersi qualsiasi cosa. Se è funzionale al progetto tecnico va confermato. Mario probabilmente deve ancora maturare e ha bisogno di un ambiente che lo aiuti. A livello tecnico ha un talento straordinario, ma da solo non basta. Rimasi impressionato quando era all’Inter per le sue qualità tecniche”.

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