Benevento-Salernitana, Franco Esposito: “Non è decisiva”

E’ inutile negare che Benevento-Salernitana è la madre di tutte le partite. Un derby sentito non solo per questioni di rivalità territoriale, ma perché può regalare il primo posto in solitaria a una delle due contendenti. Per approfondire meglio le questioni relativa alla gara di Lega Pro Girone C che si gioca domenica Calcionow ha intervistato Franco Esposito che è direttore responsabile di Telecolore, televisione salernitana che segue da vicino le sorti dei granata, ma è anche collaboratore del Corriere dello Sport e commentatore delle gare interne della Salernitana per Sportube.

E’ già una sfida decisiva per le sorti del campionato?

Non credo assolutamente che sia decisiva. Questo è un campionato nuovo, molto equilibrato, con tante pretendenti alla vittoria finale. E penso che si deciderà nell’ultimo mese. Certo, se una delle due dovesse vincere il derby, potrebbe dare un segnale forte alle avversarie. Viceversa un pareggio consentirebbe alle altre di avvicinarsi.

Chi o cosa può essere decisivo per l’una o l’altra squadra?

Conosco bene la Salernitana, perché la seguo ogni settimana. Ho visto il Benevento su Sportube a Barletta. E conosco Brini, allenatore che stimo, mai banale e sempre molto scrupoloso nella preparazione delle partite. Benevento e Salernitana hanno molte individualità che potrebbero essere decisive: Marotta, Eusepi o l’ex Mazzeo da una parte, Calil, Negro o Nalini dall’altra. Io credo, però, che la spunterà quella squadra che riuscirà ad essere più equilibrata in campo, capace cioè di chiudersi bene e ripartire con intelligenza. La Salernitana ha subito un solo gol nelle ultime cinque partite, ma deve molto anche all’ex Gori ed alle sue parate.

Ci fai un bilancio di queste prime otto giornate di campionato della Salernitana?

La duttilità tattica è la caratteristica principale della Salernitana di Menichini: è partita col 4-3-3 ed è approdata al 4-3-1-2 passando per il 4-4-2. Inoltre in otto gare l’allenatore ha cambiato sei volte la formazione, utilizzando complessivamente ventitre calciatori. È anche l’indicatore di una non precisa identità tattica, conseguenza del ribaltone tecnico avvenuto prima dell’inizio del campionato, della condizione disomogenea del gruppo e dei tanti infortuni (Mendicino e Trevisan mancheranno anche a Benevento e Gabionetta è rientrato solo sabato scorso). Fin qui le individualità hanno fatto la differenza anche se contro il Savoia la squadra ha dato segnali di crescita.

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