Benvenuto Presidente Thohir. E ora facci sognare!

Da ieri mattina l’Inter ha un nuovo numero uno e ben presto dovremmo abituarci a chiamarlo “presidente” senza confonderci con Moratti che ha monopolizzato (salvo il breve interregno di Facchetti) questa carica per gli ultimi 18 anni. Erick Thohir è il nuovo leader dell’Inter e avrà un unico, grande compito: non far rimpiangere il suo predecessore. Cosa difficile, sia per i risultati raggiunti (sedici trofei in Italia, in Europa e nel Mondo) sia per l’amore che Moratti ci ha messo nella gestione della squadra, sacrificando a volte le ragioni di bilancio e mettendo da parte il pragmatismo.

“Un altro Moratti non esiste”: furono queste le parole di Zanetti negli ultimi giorni di presidenza del “suo” numero 1 (sì, perché Zanetti è stato il primo acquisto di Massimo Moratti). Lo sanno tutti che altri Moratti in giro non ce ne sono: Moratti è l’ultimo dei presidenti tifosi che antepone il bene della squadra ai conti in ordine e che, per amore di quei colori, non lesina di mettere mano al proprio portafogli per ricapitalizzare e sanare le perdite. Caro Thohir, il tifoso interista si aspetta proprio questo. Business sì (non prendiamoci in giro), ma prima di tutto amore per l’Inter e per i colori nerazzurri. Incondizionatamente.

Thohir consegna maglia a Moratti
Erick Thohir omaggia Moratti con la maglia dell’Inter numero 18, proprio come gli anni di presidenza dell’ex numero uno nerazzurro

Perché l’Inter non è un giocattolo, l’Inter non si tifa. L’Inter si ama. Volente o nolente, nel bene e nel male. Certamente, l’inizio è stato grandioso. Le dichiarazioni contro il Milan e i ringraziamenti a Moratti sono stati apprezzati e hanno lasciato intravedere un’educazione alla quale in Europa, forse, non siamo più abituati. Ora, però, rimbocchiamoci le maniche e riportiamo l’Inter dove merita di essere.

Si è parlato tanto della parola “progetto” in questi mesi. L’Inter deve tornare ad essere un brand appetito sui principali mercati mondiali per attirare nuovi fan e, soprattutto, nuovi sponsor pronti a sostenere il progetto tecnico, perché è quest’ultimo che ai tifosi interessa maggiormente. Spazio, tanto spazio ai giovani già presenti nel vivaio o a quelli che si affermeranno nel corso dei prossimi anni: Bardi, Donkor, Mbaye, Duncan, Benassi, Kovacic, Laxalt, Icardi, Capello, Bonazzoli sono solo la punta di un immenso iceberg dal quale poter attingere risorse tecniche per almeno 15 anni, senza intaccare le possibilità di competere ad alti livelli in Italia e in Europa.

Competitività in Europa: altro punto fondamentale. Nel 2016 a Milano c’è la finale di Champions League: è innegabile che i tifosi interisti c’abbiano fatto un pensiero. Perché non provarci? Due anni e mezzo sono sufficienti per programmare e raggiungere un traguardo simile, ampiamente alla portata se gli investimenti promessi saranno effettivamente concretizzati. Non chiediamo Messi e Cristiano Ronaldo, ma non ci accontenteremo certo di Pinilla o di Giaccherini: il tifoso interista è esigente, vuole gente che sappia infiammare la platea. Vogliamo tanti Zanetti in campo, gente che corre dal riscaldamento e si ferma solo sotto la doccia. L’Inter, per storia e per blasone, ha l’obbligo di essere tra le prime 8 in Europa ogni anno: è questo quello che ci aspettiamo, è questo quello che chiediamo, Presidente.

Zanetti e Moratti Inter
Zanetti e Moratti festeggiano l’ultimo trofeo interista (Coppa Italia 2011). I tifosi aspettano uno scatto simile col Capitano e Thohir…

L’idea di uno stadio tutto nerazzurro è affascinante, una vera e propria casa dell’Inter dove vivere e respirare l’atmosfera che solo i colori della nostra squadra sanno regalare. Magari con un museo, per ricordare i campioni del passato, quelli più recenti e quelli che ci saranno negli anni a venire. Il nome ci sarebbe pure: Stadio Giacinto Facchetti. Perché il tifoso interista è nostalgico, è romantico: un freddo Inter Stadium va bene per la squadre della Major League Soccer, non per l’Inter.

Nuova Inter Erick Thohir
Erick Thohir col nuovo staff dirigenziale nerazzurro

I tifosi interisti hanno tanta fiducia, forse è tanta voglia di tornare a esultare dopo un triennio molto altalenante. Del resto, nello scorso decennio c’eravamo abituati bene: ogni anno c’era qualcosa per cui scendere in piazza a fare caroselli e sventolare bandiere. Presidente, dacci nuovamente l’opportunità di vivere questi momenti.

E poco importa se hai un figlio juventino che ti attacca gli adesivi della Juventus sull’auto perché, tanto, in ogni famiglia c’è sempre una pecora (bianco)nera. A noi non resta che consegnarti un unico, significativo messaggio: “Benvenuto Presidente Thohir. E ora facci sognare!”

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