Bilancio Milan 2013-14: Seedorf meglio di Allegri in Serie A

La stagione 2013-14 non è stata la migliore per il Milan che ha chiuso all‘ottavo posto con 57 punti e con l’Europa ormai un lontano ricordo. Le colpe sono da dividere tra società, squadra e allenatore, ma in realtà solo quest’ultimo è quello veramente a rischio e il suo futuro, come dichiarato dallo stesso nel post-partita di Milan-Sassuolo, sarà più chiaro a fine mese. Eppure Clarence Seedorf non ha fatto poi così male. L’olandese, che fino a qualche mese fa scorrazzava ancora per il campo con la maglia del Botafogo, ha risposto all’SOS lanciato dal Milan quasi senza pensarci su, perché quella rossonera era ed è la sua famiglia e perché di fronte alle sfide il Professore non si è mai tirato indietro.

Rientrato a Milanello nelle vesti da allenatore si è trovato davanti una squadra demoralizzata, decisamente lontana da quella di qualche tempo fa, e priva di un equilibrio, completamente dissestata: l’eredità lasciata da Massimiliano Allegri era davvero pesante. Dalla sua parte l’appoggio della società, del Presidente e dei tifosi, non di tutti, ma anche tanto scetticismo perché uno che fino al giorno prima era ancora protagonista in campo come calciatore, non poteva sedere nella panchina di una delle squadre più importanti in Italia, il Milan, e pretendere di far bene, o meglio del suo predecessore.

L’olandese, però, aveva ben dritto davanti a se l’obiettivo: far ritrovare la fiducia alla squadra, costruire un gruppo solido capace di scendere in campo con la voglia di lottare e vincere insieme. Una sola la parola d’ordine, “lavoro”, e se le critiche iniziavano a farsi più insistenti dopo l’eliminazione in Coppa Italia e Champions League, Seedorf non si buttava giù e continuava a ripetersi: “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Così è andato oltre le malelingue, oltre la messa in discussione della sua panchina dalla stessa dirigenza che pochi mesi prima l’aveva fortemente voluto in rossonero e qualche soddisfazione in Serie A è riuscita a togliersela: la vittoria in casa nel derby che non avveniva dalla stagione 2010-11, e un bilancio stagionale che lo vede vincente rispetto al suo predecessore.

Il Milan ha concluso la stagione con 57 punti, distribuiti in 16 vittorie, 9 pareggi e 13 sconfitte, e di questi la maggior parte sono stati ottenuti con Seedorf in panchina, ben 35 contro i 22 dell’era Allegri. In totale il Milan di Seedorf ha raccolto 11 vittorie (più del doppio rispetto alle 5 ottenute dalla precedente gestione), 2 pareggi e 6 sconfitte (contro rispettivamente ai 7 risultati neutri e alle 7 partite perse del toscano). Non male per uno che è diventato allenatore da un giorno all’altro e si è trovato una squadra costruita su richiesta di un altro tecnico. Dicevamo sono 35 punti ottenuti in 19 giornate: e se Seedorf avesse guidato i rossoneri da inizio stagione ottenendo gli stessi punti? Il Milan adesso si troverebbe in quarta posizione con 70 punti, a +5 dalla Fiorentina e a -8 dal Napoli. Forse il vero problema non è Clarence Seedorf. 

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