Blatter e l’effetto rebound: dalla mancata premiazione agli azzurri al pallone d’oro di CR7

Joseph Blatter riesce sempre a stupire chi di calcio s’intende, chi di calcio vive. La vicissitudini legate attorno all’epopea del presidente della Fifa sono pressoché infinite. Eppure, col suo fare arrogante e antipatico è riuscito sempre nell’effetto rebound. Praticamente ogni cosa poco “ortodossa” che si accinge a fare gli si scatena contro con una veemenza che ha dell’incredibile. Nell’analisi che qui proponiamo vengono presi ad esempio due soli episodi.

La pantomima orchestrata alla Oxford University per far capire che lui, il capo del pallone, tifa per Leonel Messi e che Cristiano Ronaldo, praticamente al dieci argentino non gli può legare nemmeno gli scarpini, non ha fatto altro che scatenare la furia realizzativa di CR7. Nell’ultimo mese, con cinque partite giocate ha segnato undici reti. Un ruolino di marcia che fa del portoghese un extraterrestre del calcio internazionale. Uno che disintegra la bella e incompiuta Svezia di un altro mostro sacro come Ibraimovich (quest’ultimo molto probabilmente vicino all’addio alla nazionale visti anche i 32 anni suonati) con una facilità impressionante. Uno che ha fatto riaprire, proprio a Blatter, i termini per la consegna delle votazioni del pallone d’oro. Che il capo avrebbe già dato per la quinta volta consecutiva al numero dieci azulgrana.

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Poi c’è l’astio verso la nostra nazionale. Unici campioni del mondo a non essere stati premiati dal presidente Fifa in carica. Si mormora, mica tanto (lo sanno tutti), che quando Zinedine Zidane chiuse la sua carriera nel peggior modo possibile – testata a Materazzi – lo svizzero che somiglia vagamente a Oscar Luigi Scalfaro, si fiondò negli spogliatoi a rincuorarlo e che per questo non venne a premiare Cannavaro e i suoi compagni. Ma fece un errore: lo stesso che ha fatto con CR7. Andò negli spogliatoi quando la partita non era ancora finita. E fu allora che si scatenò il boomerang: azzurri snobbati? Azzurri campioni. Speriamo che durante la finale del 2014, dio voglia proprio l’Italia al Maracanà, faccia il tifo sempre per i nostri avversari.