Bologna e Atletico Madrid, il Milan di Seedorf alla prova del riscatto

Abate a centrocampo e una coppia di difensori che, per la prima volta, giocano insieme. Essien e Taarabt dal primo minuto. Molti, troppi i cambi per una sfida difficile come quella del San Paolo. Certo il coraggio, per un allenatore di calcio, è un elemento fondamentale di riuscita ma cambiare il volto della squadra contro un grande avversario non è logico (e per i tifosi tutt’altro che semplice da capire).

Il Milan potrebbe pagare caro l’assunzione di un giovane allenatore senza esperienza, nonostante avesse a disposizione alternative valide come, per esempio, Pippo Inzaghi che, di strada, ne ha già fatta abbastanza con la Primavera rossonera. E’ vero, giudicare Seedorf dopo soltanto 4 partite è assolutamente impossibile come, d’altronde, è impossibile attribuire la responsabilità di quanto accade in casa Milan al solo Seedorf. Sulla dirigenza, però, il ragionamento è parzialmente diverso e qualche domanda dovrebbe porsela il patron rossonero Silvio Berlusconi che ha lasciato le redini del Milan nelle mani di un allenatore alle prime armi.

Seedorf, con la stampa, è riuscito a giustificare i suoi cambiamenti, giustificando le scelte in vista della sfida contro l’Atlético Madrid in Champions League. Magari l’idea del Mister non è proprio errata. Il Milan, in fondo, difficilmente riuscità a risalire la china in Campionato ed è giusto puntare dritti alla qualificazione al prossimo turno Champions.

Prima di affrontare la squadra spagnola, il tecnico del Milan ha la possibilità di cancellare il disastro del San Paolo. Potrà farlo contro il Bologna a San Siro venerdì prossimo incassando, inderogabilmente, i 3 punti rilanciando la corsa del Milan in Europa e infondendo fiducia alla squadra e all’ambiente in vista della sfida contro l’Atletico di Simeone.

Leggi anche-> Berlusconi stanco di Seedorf? Galliani smentisce

Leggi anche-> Napoli-Milan: analisi delle statistiche ufficiali