Buon Compleanno Inter! I nerazzurri festeggiano 106 anni

“Nascerà qui al ristorante “L’orologio”, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo”.

Milano, 9 marzo 1908: con le suddette parole nasceva l’Inter, l’altra squadra del capoluogo lombardo; tutto iniziò con la defezione di 44 soci dissidenti appartenenti alla società Milan. Tali soci si ribellarono al club rossonero, che aveva imposto di non far giocare calciatori stranieri. La nuova squadra, creata dai suddetti azionisti, si chiamò così Internazionale, per dare la possibilità ai calciatori non italiani di giocare. Il motivo per cui fu scelto l’azzurro è riconducibile al fatto che all’epoca si utilizzavano le famose matite a due colori: da una parte rossa e da una parta azzurra. L’azzurro era dunque l’opposto del rosso, utilizzato dai milanisti.
Nella stagione 1909-1910 nacque il torneo a girone unico, alla fine del quale l’Inter si piazzò al primo posto assieme alla Pro Vercelli; le due squadre disputarono, dunque, uno spareggio, vinto dai nerazzurri per 10-3. Fu il primo scudetto. Dovranno passare 10 anni per vincere il secondo titolo, conquistato nella stagione 1919-1920; poi, un lungo periodo di stasi, in cui i nerazzurri non furono troppo visibili per bravura. Negli anni del Regime Fascista, l’Internazionale fu costretta a cambiare nome: si chiamò così Ambrosiana Inter, nome che gli rimarrà per tutta la durata della dittatura e fino alla fine della guerra. Nella stagione 1929-1930 l’allora Ambrosiana vinse il suo terzo scudetto e fu la prima a vincere il torneo chiamato Serie A.  Erano gli anni di Giuseppe Meazza, il grande capocannoniere. Arrivò il quarto scudetto, nella stagione 1937-1938, la prima Coppa Italia nel 1939 contro il Novara e il quinto titolo nel 1940.
Giuseppe Meazza
L’Ambrosiana Inter tornò ad essere Internazionale nel ’45; qualche anno dopo avrebbe conquistato due scudetti di fila, nella stagione 1952-1953 e 1953-1954. L’anno dopo divenne Presidente della squadra Angelo Moratti, padre di Massimo, che rimase alla guida dei nerazzurri fino al 1968. Inutile dire che iniziò una nuova era: furono gli anni della Grande Inter, di Helenio Herrera, dell’ottavo scudetto del 1963, della Coppa dei Campioni del 1964, conquistata a Vienna contro il Real Madrid. I nerazzurri furono la prima squadra europea a vincere il suddetto trofeo senza subire nemmeno una sconfitta.
Successo dopo successo, i milanesi si aggiudicarono il 9° scudetto nel 1965, la Coppa Intercontinentale nello stesso anno contro l’Independiente, laureandosi prima squadra italiana a vincere tale trofeo. Nel 1966 l’Inter cucì sul petto la prima stella, conquistata con il decimo scudetto; nello stesso anno, ancora contro l’Independiente, i nerazzurri vinsero  la seconda Intercontinentale.
Dobbiamo aspettare il 1971, sotto la presidenza Fazzoli, per l’undicesimo tricolore: ancora una volta il cambio di gestione societaria coincise con un periodo di stallo. Nel 1978 l’Inter vinse la sua seconda Coppa Italia e nella stagione 1979-1980 il suo dodicesimo scudetto. Terza Coppa Italia nell’82, poi un vuoto fino al 1988-1989: erano gli anni dell’allenatore Trapattoni, della gestione Pellegrini, gli anni dello scudetto dei record, il tredicesimo. L’ultimo prima di una lunghissima fase. L’anno successivo arrivò la prima Supercoppa Italiana, nel 1991 la prima Coppa Uefa. Tre anni dopo, i nerazzurri ne avrebbero conquistata un’altra.
angelo moratti
Nel 1995 salì alla presidenza Massimo Moratti, figlio di Angelo. Gli inizi con il suddetto Patron non furono costellati di successi: arrivò soltanto una coppa Uefa nel 1998, in finale contro la Lazio. Sarà necessario aspettare il 2004-2005 per vedere alzare al cielo un altro trofeo: la Coppa Italia, il primo trofeo targato Roberto Mancini. Il “Mancio” conquistò inoltre 2 supercoppe italiane, la quinta Coppa Italia e il famigerato 14° scudetto, assegnato di diritto all’Inter dopo lo scandalo Calciopoli. Ancora una Supercoppa (2006-2007) e il 15° scudetto, stavolta conquistato sul campo. L’anno successivo fu quello del 16esimo scudetto: era la stagione del centenario e il titolo fu conquistato all’ultima giornata grazie ai due gol di Ibrahimovic contro il Parma.
Fuori Mancini, dentro José Mourinho. Lo Special One portò i nerazzurri alle stelle, che in quegli anni vinsero tutto ciò che c’era da vincere: 17° scudetto, la quarta Supercoppa Italiana, il 18° titolo, un’altra Coppa Italia e, dulcis in fundo, la Champions League, quel trofeo che l’Inter non vinceva dai tempi di Giacinto Facchetti. Dopo 45 anni i nerazzurri riuscirono ad alzarla al cielo, terminando così un digiuno di quasi mezzo secolo. Dopo aver vinto tutto il vincibile, José Mourinho lasciò il posto a Rafa Benitez, che conquistò con l’Inter la quinta Supercoppa Italiana, il Mondiale per club e la settima Coppa Italia nella stagione 2010-2011. Da quel momento in poi, una nuova fase di stasi per i nerazzurri, coincidente con il cambio di presidenza da Moratti a Erick Thohir, imprenditore indonesiano che ha acquistato l’Inter a fine 2013.
mourinho
La storia dell’Inter ci insegna che, alternati ai tanti successi, inevitabilmente ci sono gli anni di stasi. Successivamente, però, dopo gli anni di stasi, siamo sempre tornati alle vittorie. E’ ciò che aspettiamo adesso.
Buon compleanno Inter!