Cachi e gastrite: funzionano veramente? Ecco la risposta

Il cachi è un frutto autunnale dal sapore dolcissimo e dal colore vivace che tinge di arancione gli alberi ormai spogli. L’albero dei cachi appartiene alla famiglia delle Ebenacee, raggiunge facilmente un’altezza di ben 15 metri e ha diversi nomi, viene infatti chiamato caco, loto o kako.

Attualmente, il cachi è disponibile nei nostri negozi, ma le sue origini sono da ricercarsi nella Cina centromeridionale, dove la coltivazione della sua pianta nacque più di 2000 anni fa. Nel nostro paese, invece, questo frutto iniziò ad essere coltivato nei primi anni del ‘900 nelle regioni meridionali, per diffondersi solo successivamente nel resto del territorio. Ad oggi, comunque, le maggiori coltivazioni di cachi nel nostro paese sono in Sicilia, e vengono ritenute tra quelle di più alta qualità al mondo, tanto da essere esportate.  

I benefici del cachi

I cachi, dato il loro contenuto di vitamine e sali minerali, posseggono anche diverse proprietà benefiche per il nostro organismo. Le principali tra queste proprietà sono:

  • Azione lassativa;
  • Contrasto alla gastrite;
  • Regolarizzazione del colesterolo;
  • Azione diuretica;
  • Funzione energizzante.

L’azione lassativa viene svolta dal frutto in quanto questo contiene numerose fibre, sia di tipo insolubile che di tipo solubile, che vanno ad aumentare il volume fecale, mentre l’acqua conservata nel frutto ne aumenta il transito e facilita la defecazione. La presenza di fibre, inoltre, fornisce un valido aiuto al controllo dei livelli di colesterolo nel sangue. Infatti, l’azione delle fibre è quella di limitare l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale. 

Inoltre, il frutto è famoso per i benefici che apporta a livello gastrico. Il suo particolare ph, in realtà, lo rende il frutto perfetto per coloro che soffrono di gastrite e acidità di stomaco; poiché il cachi possiede un ph leggermente alcalino, quindi diverso da quello di altri frutti o degli agrumi, che è normalmente acido. Questo ph fa sì che il frutto, una volta giunto nello stomaco, tenda a neutralizzare i succhi gastrici, che sono naturalmente acidi. 

Infine, gli alti contenuti di potassio, acqua e calorie rendono i cachi perfetti per gli sportivi, che necessitano di mantenere l’idratazione e di energia immediatamente spendibile. 

Dunque, i cachi fanno davvero bene alla salute, tuttavia, dato il loro contenuto di zuccheri piuttosto elevato, andrebbero consumati con moderazione e, meglio, non di sera. Infatti, se consumati durante il giorno, essi forniscono energia abbondante e tutti i loro zuccheri vengono facilmente bruciati, se invece vengono mangiati prima di andare a dormire, gli zuccheri non vengono trasformati in energia, bensì si accumulano con i depositi adiposi. 

Cachi: a chi non è adatto

Data la quantità di zuccheri contenuta nel cachi, questo frutto non è adatto a chiunque. In particolare, andrebbe evitato in caso di:

  • Diabete, poiché il suo alto indice glicemico favorisce un rapido incremento della gligemia;
  • Obesità, poiché il cachi è uno tra i frutti più calorici e dunque non è consigliato in regime di dieta dimagrante;

Diarrea o colite, poiché il frutto ha proprietà lassative che possono peggiorare tali disturbi.