Caro Balotelli, dimostra di valere quanto la "Gioconda"

Il Milan si trova in un momento davvero molto difficile, non solo per una stagione che sembra ormai essere avviata a concludersi con una deludente posizione che potrebbe seriamente vedere i rossoneri fuori da ogni competizione europea nel prossimo anno, ma anche perché la formazione di Seedorf non riesce a trovare uomini chiave su cui fondare il proprio progetto e ripartire ridando al Milan quel lustro e quelle vittorie che ne hanno contraddistinto la storia. Simbolo di questo momento no della squadra è sicuramente Mario Balotelli: in una squadra che molti, già da tempo, consideravano scarsa e non all’altezza delle prime in classifica in Italia e soprattutto in Europa, ci si aspettava tantissimo da uno come lui, pronto a lanciarsi definitivamente nel mondo del calcio internazionale.

Arrivato lo scorso gennaio, tra la gioia dei tifosi e la sua stessa emozione di indossare la maglia della squadra per cui tifava da piccolo, l’attaccante è riuscito a trovare continuità nella seconda parte della scorsa stagione con ben 12 reti in 13 presenze. Numeri importanti e che facevano legittimamente ben sperare per il nuovo campionato, iniziato però con prestazioni non di alto livello e con una pesante squalifica dopo la rabbia contro l’arbitro nella gara col Napoli, all’andata: per lui finora 13 gol totali in stagione ma ciò che lascia l’amaro in bocca ai tifosi sono spesso l’atteggiamento e le prestazioni offerte da Supermario, a tratti svogliato e non di aiuto per la squadra.

“Mario vale quanto la Gioconda”, disse qualche tempo fa il suo procuratore, Mino Raiola, lasciandosi ad un paragone pesante e che doveva spronare l’attaccante bresciano ora giunto ad un bivio: diventare grande e confermarsi ad altissimi livelli o rischiare seriamente di perdere le grosse chance della sua carriera finendo la carriera nell’anonimato (vedi Cassano). Anche perché ora i rossoneri hanno bisogno del vero Balotelli e non di quello visto a Napoli, timido e forse anche psicologicamente sfinito dalle attenzioni dei media in merito alla vicenda della figlia: Seedorf ha sempre detto di puntare su di lui e di aspettarsi tanto, ma è ora anche che Supermario ricambi questa fiducia con prestazioni che confermino il suo valore. Anche perché i 24 anni si avvicinano e Balotelli non è più considerabile un ragazzino “alle prime armi”, considerando che in club come il Manchester United gioca titolare il 17enne Januzaj che dimostra personalità da vendere.

Se Balotelli non coglierà la possibilità di emergere in un Milan che davvero appare molto limitato tecnicamente, potrebbe voler dire tanto e soprattutto potrebbe far aprire gli occhi a Mino Raiola che magari si ritroverebbe ad essere procuratore di una “Gioconda” copiata e che aveva illuso in molti. D’altronde non è da tutti costringere alla panchina uno come Pazzini, per cui è ora di darsi una mossa, a partire da gol e prestazioni di alto livello e magari restare nel cuore dei tifosi come un grande goleador.

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