Caso Matri: Conte lo rimpiange, ma per ora al Milan si è rivelato un flop

Quella appena trascorsa è stata una lunga e calda estate in particolar modo sul fronte calciomercato e Alessandro Matri ne è stato uno dei protagonisti indiscussi. Napoli, Milan, Lazio, Roma, Premier League: a quanto pare in molti hanno lottato per aggiudicarsi il cartellino del giocatore che è poi approdato là dove aveva sempre desiderato di andare, alla corte di Massimiliano Allegri, suo ex tecnico ai tempi di Cagliari.

Quando Matri venne infine ceduto ed entrò a far parte a tutti gli effetti della rosa rossonera, Antonio Conte non tardò ad esprimere tutto il suo disappunto dato dal fatto di dover rinunciare non solo ad Emanuele Giacchierini, passato al Sunderland per 8 milioni di euro, ma anche ad un prezioso innesto come il lodigiano che ha arricchito il tesoretto bianconero di ben 12 milioni di euro.Il tecnico dichiarando addirittura che l’addio dell’attaccante aveva indebolito la Juventus e rinforzato il Milan, sollevò un vero e proprio vespaio mediatico.

Antonio Conte allenatore Juventus

Chi stava dalla sua parte, incapace di muovergli alcun tipo di critica, e chi si domandava il perchè di questa affermazione visto che con l’arrivo di Carlos Tevez e la predilezione per Mirko Vucinic uniti al fatto che il tecnico è irremovibile sul 3-5-2, ad Alessandro Matri non sarebbe toccata altro che la panchina.

Polemiche a parte, Matri oggi è un giocatore del Milan ma fino ad ora non è ancora riuscito ad esprimere le sue grandi qualità sotto porta (sempre che ne abbia). Ci stiamo ormai avvicinando alla sesta giornata di campionato e nella classifica marcatori l’ex bianconero rimane a quota zero.
Anzi, più che per le sue prestazioni da 10 in pagella, Matri ad oggi è nell’occhio del ciclone per i numerosi errori davanti alla rete.

Il campionato è ancora lungo, ma quel che oggi sembra è che il giocatore non rappresenta alcun valore aggiunto per i rossoneri, a differenza di quanto ammesso da Antonio Conte nelle ore immediatamente successive alla sua cessione. Forse nessuno, o solo in pochi, ha saputo leggere tra le righe le parole del tecnico che nascondevano una buona dose di sarcasmo.

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