Cesena-Milan: Inzaghi pensa a un cambio di modulo

La prossima partita di campionato vedrà il Milan impegnato a Cesena contro la squadra romagnola e Filippo Inzaghi, dopo il sofferto pareggio di Empoli, sta seriamente pensando ad un cambiamento di modulo della sua squadra. Il tecnico milanista, infatti, pur ostentando sicurezza e tranquillità nel dopo gara del Castellani, non è rimasto indifferente ai 35 minuti d’inferno passati dal suo Milan contro un avversario che, con rispetto parlando, è di livello nettamente inferiore ai rossoneri. In generale, si può legittimante affermare che la squadra, pur avendo trovato una nuova identità di gioco, non ha ancora acquisito i giusti equilibri e a testimonianza di quest’ultima considerazione ci sono gli otto gol subiti in sole quattro partite. Tuttavia non può essere il solo reparto difensivo a destare preoccupazione. L’impostazione del gioco, infatti, è stata spesso scadente, ha subito troppo il pressing avversario e, in ultima analisi, la linea mediana a tre, presentata finora dal Milan, non ha mai dato l’idea di essere solida in entrambe le fasi.

Il cambio di modulo è quindi una possibilità concreta fin dalla prossima partita e non sarebbe una novità assoluta: il tecnico dei rossoneri l’ha già adottato a partire dal trentesimo minuto del match contro i toscani, quando Bonaventura è subentrato a Van Ginkel. E ancor meglio dal primo minuto del secondo tempo, con l’ingresso in campo di Poli e il definitivo passaggio ad una sorta di 4-4-2, che prevedeva i due centrali di metà campo, con compiti di impostazione e rottura del gioco, Honda e Bonaventura sulle rispettive fasce, utilizzati più come centrocampisti che come attaccanti, Menez a supporto di Torres, in avanti.

Empoli Milan Torres

L’assenza di Montolivo, quella dovuta al recentissimo infortunio di Van Ginkel e le brutte prestazioni di Muntari, sembrano convincere Inzaghi alla rinuncia di un centrocampista centrale e ad abbandonare il suo consueto 4-3-3. Al contrario, le buone prestazioni del fantasista giapponese e dell’ex-Atalanta, abbinate alla loro disponibilità e disciplina tattica, potrebbero essere determinanti nel passaggio ad una linea mediana a quattro. Proprio nella trasferta di Empoli, questo nuova impostazione tattica ha dato buoni frutti, perché dall’iniziale 2 a 0 per i grigio-azzurri si è passati al 2 a 2 finale, a completamento dalla rimonta del Milan.

Le due punte, poi, sono un vecchio pallino presidenziale. Berlusconi, infatti, in tutti questi anni ha sempre predicato la necessità per un grande club, come quello rossonero, di avere almeno due uomini gol là davanti. Menez e Torres potrebbero essere due interpreti ideali del nuovo gioco offensivo milanista; liberati da pesanti compiti in fase di copertura, avrebbero più spazi e libertà per esprimere le loro straordinarie doti tecniche. Staremo a vedere quali saranno le decisioni di Filippo Inzaghi e dei suoi più stretti collaboratori, ma, forse, non ci potrebbe essere miglior momento della stagione per provare ad osare qualche soluzione in più.

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