Come sarà il nuovo Totocalcio?

Il Totocalcio, uno dei giochi italiani più amati nella storia della Repubblica, cambia pelle, muterà per ordine del governo “del cambiamento”, non è un caso. Troppo ancorato al passato, troppo dimenticato dagli italiani, spiace dirlo ma troppo vecchio e troppo inutile per conservarsi nel lungo elenco dei giochi attuali, fagocitato da quelli più in voga. Come cambierà? Alcuni dicono “troppo”, tanto da non poterne più riconoscere le storiche sembianze, tanto da poter parlare di chiusura invece che di cambiamento. Andiamo allora a spiegare come si mettono le cose per uno dei giochi più iconici legati al mondo del calcio.

Come cambia il Totocalcio

Cambiamento o chiusura, stando alle dichiarazioni degli esponenti del governo coinvolti pare si tratti di una pura questione di forma: cambieranno le regole, il montepremi, il gestore. Il dubbio è sul nome, dovesse restare quello allora potremmo parlare di un “rilancio” del prodotto storico.

La premessa obbligatoria è la contestualizzazione politica di questo cambiamento. Il governo Lega – 5 Stelle (soprattutto per parte di questi ultimi) è il primo da tempo a essere in piena opposizione al gioco d’azzardo. Già con il decreto Dignità è stata abolita la pubblicità per le aziende del settore, con la legge di bilancio 2019 si è poi passati alle sovrimposizioni fiscali dei giochi (con aumenti considerevoli) e in generale la conferma che questo esecutivo vuole una drastica riduzione dei flussi di gioco.

Legge di Bilancio 2019

A dicembre è stato depositato presso la Commissione Bilancio al Senato un emendamento che prevede la riforma dei concorsi pronostici sportivi, tra cui il Totocalcio e il Totogol. La logica dell’intervento, si legge, è “supportare, nell’ambito dei giochi, quelle tipologie che presentano l’assenza di rischi legati al fenomeno del disturbo da gioco d’azzardo”. Tra questi il Totocalcio è giustamente compreso.

Come si gioca: nuovo regolamento del Totocalcio

Del nuovo regolamento del Totocalcio si sa poco o nulla, ecco il principale motivo per il quale non si sa se è possibile parlare di restauro, rilancio oppure nuovo inizio. Nell’emendamento presentato alla Commissione Bilancio si parla di “una ristrutturazione della ripartizione della posta in gioco che favorisca l’interesse dei giocatori, attraverso l’aumento del payout e una razionalizzazione delle formule di gioco oggi presenti nel palinsesto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, al fine di aumentare il montepremi di un unico prodotto offerto e, di conseguenza, delle quote di vincita”.

È pacifico sostenere che il “13” scomparirà e con esso tutti gli altri premi, ci sarà spazio per un unico gioco corrispondente ad un unico premio, il che allontana anche la possibilità che il nuovo Totocalcio strizzi l’occhio alle scommesse sportive (che di giochi e combinazioni ne hanno a centinaia).

Piuttosto sicuro invece è il destino di Totogol et similia, un gioco arrivato nella fase matura del Totocalcio, mai davvero nel cuore degli italiani e probabilmente fatto fuori dalla volontà di avere “un unico prodotto di gioco che potrà ridurre le criticità”.

Montepremi: quanto si vince al nuovo Totocalcio

La questione economica è certamente primaria, considerato che proprio lo scarso montepremi è stato tra le principali cause della caduta di appeal del gioco. Per ogni gioco gestito dai Monopoli di Stato esiste un indice definito “payout”, ovvero quanto paga ogni singolo gioco.

Il vecchio Totocalcio aveva un payout del 50%, ovvero restituiva in vincite la metà di quanto investito da tutti i partecipanti al singolo concorso. Con la riforma il payout arriverà a circa il 75%, cioè ¾ della posta convoglieranno nel montepremi, un primo grande miglioramento dell’offerta pensato “proprio per individuare una possibile leva di attrazione per i giocatori”.

Al concessionario, la società che distribuisce il gioco, andrà il 5% e al punto vendita spetterà l’8%. L’11% o 12% della raccolta andrà in fine nelle casse della Sport e Salute Spa, ente governativo che andrà a sostituire nella gestione il Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), confermando però la competenza di ADM (Agenzia Dogane e Monopoli) nell’organizzare e regolare il gioco e gestirne le concessioni.

Sport e Salute spa sostituirà il CONI

La grande novità dal punto di vista politico è che la gestione dei fondi per questo nuovo Totocalcio non sarà più nelle mani del Coni ma in mano ad una nuova società fondata dal governo e nominata Sport e Salute spa.

Era già tutto scritto nel contratto di governo: “Riteniamo necessaria una revisione delle competenze del Comitato Olimpico, il governo deve assumere il controllo delle modalità di assegnazione e spesa delle risorse”. Così quanto era stato scritto sta ora per concretizzarsi, nei piani del sottosegretario con delega allo sport Giancarlo Giorgetti (Lega) è previsto un avvicendamento di questa nuova società al Coni nella gestione dei fondi per lo sport, e parte di questo sorpasso avverrà con il nuovo Totocalcio.

A Sport e Salute andrà circa l’11 o 12% della raccolta del gioco “da destinare a tutte le attività inerenti alla promozione del gioco, a forme di integrazione dello stesso con attività sociali, sportive, culturali e simili, nonché a proposte di sviluppo per la sua diffusione”. Insomma, il prelievo erariale del Totocalcio va nelle casse dello sport italiano, e la Sport e Salute fornirà 2 milioni di euro l’anno per sostenere il progetto.

Strappo alla regola per il decreto Dignità

Piccolo appunto finale: considerato che il governo ritenga il Totocalcio, o il nuovo gioco che andrà a sostituirlo, scevro dai rischi legati al fenomeno del disturbo da gioco d’azzardo a esso non sarà applicato il divieto di pubblicità (che invece ha investito tutti il mondo del gioco d’azzardo. Un piccolo vantaggio sul quale il Totocalcio potrà contare rispetto ai palinsesti corazzata (e incredibilmente in salute) delle scommesse sportive dei migliori operatori italiani.