Il comunicato della Serie A sul decreto dignità: “condividiamo l’obiettivo ma auspichiamo maggiore confronto”

Al centro del provvedimento c’è il contrasto alla dipendenza del gioco d’azzardo, ma sul fronte opposto si schierano interessi economici di grande portata

Dopo il via libera al Senato del 7 agosto (con 155 voti favorevoli) il decreto dignità è divenuto ufficialmente legge, ma continua a destare perplessità e polemiche. Tra le norme che vanno dalla riduzione degli anni per i contratti di apprendistato all’abolizione dello spesometro, una delle più discusse è stata quella relativa al divieto di pubblicità e sponsorizzazioni sul gioco d’azzardo.

Cosa prevede il decreto dignità

Al centro del provvedimento c’è il contrasto alla dipendenza del gioco d’azzardo, ma sul fronte opposto si schierano interessi economici di grande portata: potrà sorprendere, eppure scommesse e casinò game legali rappresentano le fondamenta di un settore che gode di ottima salute e in grado di generare un gettito fiscale molto importante per le casse dello stato.

Una delle ultime comunicazioni arrivate al governo non viene dalla solita – come non esita a definirla il vicepremier Di Maio – “lobby del gioco d’azzardo”, bensì dal mondo dello sport.
Stiamo parlando di un comunicato stampa diramato il 7 agosto dalla Lega Serie A di calcio insieme alla Lega Serie B, Lega Basket e Lega Pallavolo Serie A Maschile e Femminile, in cui i firmatari si sono detti a disposizione per un confronto con il governo pur non nascondendo le loro preoccupazioni riguardo la parte economica del decreto.

In merito alla conversione in legge del decreto n.87 del 2018 (c.d. Decreto Dignità), Lega Serie A, Lega Serie B, Lega Basket e Lega Pallavolo Serie A Maschile e Femminile esprimono unanimemente la propria preoccupazione sull’impatto che il divieto di pubblicità e sponsorizzazioni per giochi e scommesse con vincite in denaro avrà sulle risorse dello sport italiano, professionistico e amatoriale e chiedono di essere coinvolti nel processo di riordino del settore del gioco d’azzardo”.

Finora il testo della legge, scritto per buona parte dal senatore Endrizzi, non ha tenuto conto dei commenti degli addetti ai lavori, che chiedono di essere consultati. “Condividendo l’importanza dell’obiettivo di lotta all’azzardopatia fissato dal Governo, le rappresentanze del mondo sportivo italiano hanno apprezzato la decisione del Parlamento di inserire in legge un impegno del Governo per una riforma complessiva in materia di giochi per eliminare i rischi connessi alla malattia da gioco d’azzardo e contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell’erario derivanti dal gioco illegale”.

Nonostante le scommesse sul calcio (online e non) in Italia valgano 8 miliardi di euro, dei quali 192 milioni prelevati dal fisco, non è opinabile l’obiettivo di ridurre drasticamente la dipendenza dal gioco e quindi gli stessi volumi di gioco. “Auspichiamo che questo percorso di riordino scaturisca dal confronto non solo tra Governo, Agenzia dei Monopoli e operatori dei giochi con vincite in denaro, ma anche dal coinvolgimento del mondo dello Sport, dati gli effetti che avrà sulla competitività economica e agonistica del settore. Da parte loro, Lega Serie A, Lega Serie B, Lega Basket, Lega Volley Maschile e Femminile intendono mettere a disposizione del contrasto all’azzardopatia e ad ogni devianza e dipendenza le proprie competenze e il ruolo educativo e di modello positivo da sempre costituito dallo Sport, facendosi parte attiva e propositiva in questo percorso”.

Così si conclude il comunicato firmato da una parte dello sport italiano che dimostra di essere in linea con l’intento della normativa pur sottolineando i dubbi in merito alla sostenibilità economica dell’operazione. Viene da notare, seppur non si tratti di un dettaglio rilevante, che i mittenti si siano persi l’emendamento riguardo le diciture “ludopatia” e “azzardopatia” (quest’ultima più volte utilizzata nel comunicato) che dovranno essere sostituite con “disturbo da gioco d’azzardo”.

Facezie a parte, c’è da vedere come e se maturerà questa comunità d’intenti, con la Serie A che formalmente si è messa a disposizione dell’azione di contrasto, ma che vedrà scendere in campo calciatori già da tempo sponsor delle grandi aziende di gambling, oltre a rappresentare diverse squadre che hanno tra gli sponsor ufficiali società di scommesse. Se guardiamo a tutto il panorama italiano possiamo vedere i primi effetti del decreto su queste sponsorizzazioni: la squadra del Rimini Football Club ha già rescisso il contratto con Novomatic Italia, caso diverso invece quello del Calcio Catania che ha un accordo di sponsorizzazione con DomusBet ma ha deciso di sfruttare il diritto a rispettare i contratti già in essere contemplato dalla legge.