Milan in Crisi: Berlusconi, Galliani e la comunicazione "disturbata"

Si dice che spesso i problemi di coppia nascano per colpa della comunicazione; parole travisate, omesse, rimangiate oppure per la mancanza totale di dialogo. Alla crisi tecnica del Milan vista finora in campo, bisogna aggiungere anche un serio problema di comunicazione, un problema che non nasce in questi mesi ma si protrae da diverse stagioni. La maggior parte dei tifosi chiede alla dirigenza rossonera, prima di qualsiasi cosa, di essere sincera e chiara e purtroppo questo avviene sempre più di rado. Le domande esistenziali che le si pone non sono poi tante e tutte hanno un fine comune: che futuro dobbiamo aspettarci?

Berlusconi e Galliani, che anni fa erano maestri indiscussi della comunicazione, ora dicono ai tifosi di stare tranquilli, che il brutto momento passerà, dicono di continuare a credere in loro e lasciano intendere che solo loro potranno essere i timonieri che porteranno la nave fuori dalla tempesta. Ogni anno parlano di una rosa che verrà rinforzata e poi non succede; di nuovi investimenti e poi non ci sono. Quest’anno poi dicono che questa rosa è competitiva e all’altezza delle squadre di vertice, eppure non sembra proprio che questo si traduca nei fatti: il campo dice il contrario. Ma se la rosa è competitiva come dicono, allora sono lo staff tecnico e l’allenatore a non essere adeguati. O forse quello che vediamo è il loro ideale di competitività?

Tutto quel che sappiamo da loro è che questo periodo che dura da diversi anni, anche da prima dell’ultimo scudetto, è figlio della sfortuna, del destino avverso, della crisi mondiale, delle diverse fiscalità europee, della mancanza di una legge sugli stadi e di tante altre scuse che all’occorrenza vengono pescate dal cilindro pur di non ammettere: “Abbiamo sbagliato noi”. Mai dal 1985 ad oggi abbiamo sentito Berlusconi o Galliani dire di aver commesso un errore. Possibile che facciano sempre tutto bene e che solo agenti esterni di vario genere compromettano i frutti del loro lavoro? Il Milan non doveva essere più forte delle ingiustizie e della sfortuna? Ad oggi non è neanche più forte dell’Empoli.

La stragrande maggioranza dei tifosi a San Siro si fa vedere sempre di meno, ci sarà un motivo. Non se lo chiedono in dirigenza? Sarà tutta colpa della crisi anche quello? O forse oltre a non voler assistere all’ennesimo scempio tattico in campo, si sono stancati di sentire e leggere sempre le stesse banali scuse, tappeto sotto le quali nascondere le vere magagne. Purtroppo una certa frangia della stampa al seguito del Milan non aiuta i tifosi a fare chiarezza, ma anzi getta ancora più benzina sul fuoco, sviando il discorso parlando dei problemi delle altre squadre, quasi a dir loro: “Sorridete, c’è chi sta peggio”, non è certo una consolazione.

Ad oggi almeno due tifosi su tre sono rassegnati, arrabbiati, delusi, demotivati, depressi e disperatamente alla ricerca di un segno che faccia capire loro che il Milan un giorno tornerà ad essere il Milan delle grandi notti europee, delle finali intercontinentali, dei Palloni d’Oro e non si accontentano più di tutte le chiacchiere che arrivano da via Aldo Rossi, vogliono i fatti o se non altro vogliono dignità, chiarezza e sincerità tali da poter dire: “Purtroppo non sappiamo più come rimediare ai nostri errori, ci facciamo da parte e vi chiediamo scusa”.

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