Crisi Milan, Albertini: "Cambiare allenatore adesso non serve"

Demetrio Albertini, ex centrocampista rossonero e attuale vicepresidente della Figc, intervistato ai microfoni di Sky è tornato a parlare di Milan, esprimendo quello che è il suo pensiero sulla situazione del club rossonero partendo dalla questione allenatore, passando per l’argomento dirigenza e non dimenticando il “caso” Balotelli.

Albertini ha subito mostrato il suo sostegno nei confronti di Allegri, ultimamente messo in discussione per poi essere riconfermato in panchina: Non credo molto nei cambi di allenatore durante la stagione, anche se noi siamo il paese che storicamente cambia più allenatori di tutta Europa. Si parla sempre o di mercato o dell’allenatore per ciò che riguarda organizzazione e vittorie, invece credo che ci sono tante concause che ti portano alla vittoria o alla sconfitta anche in un momento difficile o comunque problematico di una stagione”.

Parlando di Galliani, anche lui messo in discussione nei giorni scorsi, ne ha sottolineato il valore e la sua grande capacità dal punto di vista dirigenziale: “Galliani va valutato non solo per i trofei che ha vinto, anche se è il dirigente che, insieme a Berlusconi, ha vinto di più in Europa e forse anche nel Mondo, ma va valutato anche su tutti gli altri aspetti. Io credo che ha gestito il Milan con grande ‘tifoseria’, campanilismo e responsabilità”.

Galliani Allegri

Elogia le doti di Balotelli che, pur non in grande forma ultimamente, continua ad avere, secondo Albertini, la responsabilità di portare la squadra fuori da questo momento cupo: “Balotelli ha trascinato il Milan in Champions League l’anno scorso, adesso magari sta attraversando un momento non da goleador, non positivo. Credo che Mario sia un grande talento e che in questo momento per la sua crescita sia molto importante l’assunzione di responsabilità proprio perché quello che si chiede a lui o ai grandi talenti, nella storia del calcio, è di assumersi la responsabilità della squadra per poterla trascinare fuori in un momento di difficoltà”.

Quindi chiarisce la sua posizione riguardo le voci che lo vorrebbero al Milan come dirigente nei prossimi mesi: “Sono stato vent’anni al Milan, è la mia seconda famiglia, ma non conosco le strategie del futuro. È quasi normale pensare a Shevchenko, a me o a Maldini, ma per ora tutto questo è solo una notizia giornalistica. Sono concentrato sul Mondiale e su ciò che sto facendo istituzionalmente”.

Leggi anche-> Crisi Milan: ecco cosa serve per superarla…

Leggi anche-> Seedorf contestato dai tifosi del Botafogo, Milan più vicino?

Leggi anche-> Crisi Milan: Maldini l’uomo della provvidenza?