Crisi Milan, Inzaghi allenatore sfiduciato?

Pippo Inzaghi è sempre stato uno di quelli in cui più era complicata la sfida da affrontare più si esaltava. Da giocatore ha sempre dato il massimo e più si paravano davanti avversari difficili, più lui riusciva a fare la differenza. Ciò che lo spingeva avanti era soprattutto la consapevolezza di potercela fare in qualunque situazione. Dopo la sconfitta con la Lazio di sabato sera, però, questa determinazione e questa consapevolezza sembrano essere crollati. Al termine della partita Inzaghi non ha profuso parola nello spogliatoio, era triste e sfiduciato, quasi a mostrare un segno di rassegnazione.

Oggi nella conferenza stampa di presentazione di Milan-Lazio, valida per i quarti di finale di Coppa Italia, ha preferito lasciare il posto a Menez per evitare di parlare in un momento critico. La sua panchina traballa, una sconfitta domani significherebbe quasi certamente l’esonero e ormai non riguarda più soltanto un questione tecnica. Se i rossoneri dovessero uscire dalla competizione la stagione sarebbe quasi fallimentare e per cambiare i giudizi servirebbe un girone di ritorno super, cosa attualmente difficilmente immaginabile. Probabilmente l’ex bomber milanista, che da giocatore ha regalato tantissime gioie ai tifosi, non ha alzato abbastanza la voce con i suoi giocatori, non è riuscito a spronarli a dovere e non è riuscito a dare quella sveglia alla squadra necessaria per rialzare la testa.

In caso di esonero il Milan avrebbe già pensato alla soluzione. Ovvero promuovere il vice storico Mauro Tassotti a a responsabile tecnico che fungerà da traghettatore fino a fine stagione, in attesa di trovare l’uomo giusto da cui ripartire e provare a ricostruire un nuovo progetto e un nuovo ciclo.

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