Crisi Roma Calcio, Garcia: “Così perdiamo la Champions”

Per la prima volta, dopo un anno e mezzo, al termine della partita pareggiata dalla Roma contro il Chievo Verona, nello spogliatoio si è vista la rabbia di Garcia. Il tecnico francese ha sempre difeso i suoi giocatori, anche dopo brutte sconfitte. Quando però si arriva al limite c’è poco da fare. Garcia, a detta dei presenti, ha strigliato la squadra come non aveva mai fatto prima. Le parole usate dal tecnico hanno mirato a colpire l’orgoglio dei calciatori e a responsabilizzarli per non buttare al vento quanto di buono fatto fino a questo momento. La Roma,  nel nuovo anno, è un’altra squadra. Non è tanto la famosa pareggite a preoccupare, ma il modo in cui questi pareggi maturano. La Roma inizia a giocare solo dopo aver subito il gol.

Il fatto che la squadra quando sia con le spalle al muro, in un modo o nell’altro, reagisca fa pensare che il blocco, oltre che fisico, sia soprattutto mentale. Dalla partenza di Gervinho e Keita per la Coppa d’Africa qualcosa sembra essersi rotto. Il ritorno in non perfette condizioni di questi uomini non è l’unico motivo dei continui flop giallorossi. La partita emblematica è quella contro la Juventus. Una squadra sulle gambe, che per 60 minuti ha creato poco o nulla, non avrebbe avuto la forza di reagire contro l’armata di Allegri dopo aver subito un gol e in 10 uomini.

La forza emotiva dei giallorossi in quegli ultimi 20 minuti ha rischiato di capovolgere una gara persa. Quello che si chiede Garcia è perché quell’energia di quei 20 minuti o quella di quel fantastico primo tempo a Rotterdam venga fuori solo quando ci si trova all’ultima spiaggia?

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