Curiosità: ecco i dieci tipi di anti-juventino medio più facili da incontrare

“Fate attenzione ai vostri desideri, alcuni di loro potrebbero realizzarsi” non c’è frase che si addica meglio alla figura triste, repressa ma allo stesso tempo spassosa dell’anti-juventino medio.

Il desiderio di ogni buon anti-juventino è quello di veder perdere e via via scomparire la squadra più tifata del bel Paese, un desiderio che appare scontato ma che forse non lo è: cosa ne sarebbe di tutti quei soggetti che vivono col perenne chiodo fisso di veder perdere la Juve, se un giorno di punto in bianco la Juve dovesse scomparire? Riuscirebbero, questi simpatici omini, a trovare una nuova ragione di vita?

Lasciamo a voi la risposta, anche se siamo quasi sicuri che l’interrogativo non può che rimanere inevaso, ma intanto spostiamo la nostra attenzione sulle varie sfaccettature dell‘anti-juventinità.

Tifosi Napoli

Ecco quali sono, secondo calcionow.it, le dieci categorie di anti-juventino più facili da incontrare:

10- L’INVISIBILE: L’invisibile è un esperto mimetizzatore, resta nell’oblio per 7/8 mesi all’anno, salvo spuntare fuori quando i bianconeri perdono una partita. Non è chiara quasi a nessuno la sua fede calcistica, alcuni credono addirittura che nel corso degli anni abbia dimenticato la squadra per cui tifava in passato, il suo unico obiettivo è quello di gioire e sfottere i rivali in caso di sconfitta.

9- LA DONNA CANNONE: Prima di descrivere questa categoria precisiamo una cosa: il gentil sesso ha una maniera più coerente di porsi nei confronti del calcio, e a differenza degli uomini, i quali affermano di essere degli esperti sulla base di un pugno di mosche, le donne (o meglio, una parte di loro) ammettono a priori di non provarne attrazione. L’eccezione è rappresentata appunto dalla donna cannone, che impazza strade e social network parlando di “Juve ladrona“, campionati falsati e Lega corrotta. Ovviamente non sa nemmeno cosa sia il fuorigioco, ma questo particolare tralasciamolo pure.

8- IL FALSO ESPERTO: Categoria forse tra le più odiose, a causa del fastidiosissimo senso di onnipotenza provato dal soggetto in questione. Il falso esperto si sente un competente in tutto per tutto, cerca di “stilare percentuali alla Liedholm” e all’occorrenza si cimenta in disamine tecnico-tattiche (copia-incollate dalle prime pagine dei giornali). A inizio campionato emana pronostici del tipo: “Quest’anno Tevez e Llorente non faranno nemmeno un gol! Facevate meglio a tenervi Bendtner”. A Maggio accantona lo sport e comincia a parlare di politica.

7- L’INVESTIGATORE: Tuttologo del pallone dall’occhio lungo, riesce ad accusare la Juventus anche del rigore inesistente concesso all’ultimo minuto nella finale play off dei campionati interregionali del Molise. Stando a quanto sostiene l’investigatore, il potere che la Juve ha in Lega gli permette di manovrare le designazioni arbitrali, le assegnazioni degli scudetti, le aliquote Irpef nei comuni umbri e il tasso di Interesse nei contratti di prestito delle Finanziarie slovacche.

6- LO PSEUDO PATRIOTA: Lo pseudo patriota è di tipica provenienza meridionale, e il suo credo è: “Ma come fai a tifare Juve se sei del Sud?” Inutile spiegargli che tifare la Juve non vuol dire versare l’8×1000 alla Lega Nord, le sue scarse attitudini all’apprendimento non gli permetterebbero di capire.

5- IL FALSO PATRIOTA: Evoluzione (in negativo, s’intende) dell’amico/collega citato in sesta posizione. Ha una macchina tedesca, 10 jeans americani, mangia frutti tropicali e pranza tutti i giorni in un fast food, poi la Domenica ti avvicina e spiega: “Non dovresti tifare la Juventus, noi meridionali abbiamo il dovere di difendere le nostre tradizioni”

Sfottò Juventus

4- L’ADDETTO AI LAVORI: Si aggira nei bar della periferia della città dalle 11 alle 22 spiegando ai passanti: “Io ho lavorato nel calcio per anni. Lì non si muove foglia che la Juve non voglia! Quelli comandano tutto, decidono chi deve lavorare e chi non deve lavorare, chi deve arbitrare e chi deve rimanere a casa”. Alla domanda degli interlocutori: “Ah eri nel mondo del calcio? E cosa facevi?“, lui risponderà: “Ho guidato il pullman della scuola calcio Canicattì dal ’77 all’84”.

3- L’ULTRAS DA TASTIERA: E’ un autentico leone, non conosce il pericolo e sfida i nemici senza paura. Il suo campo di battaglia, però, è la tastiera del Pc. Minaccia di morte gli juventini sulle pagine Facebook e si vanta delle sue imprese passate, ma se provate a chiedergli la curva in cui milita lui risponderà: “Quale curva? Quella di Via Leopardi o quella di Piazza Venezia?”

2- L’ISPETTORE: E’ un classico intramontabile, ed ovviamente ha un solo credo: “La Juve ruba”. Secondo il suo modo di vedere il calcio, quando Tevez riceve una pistolettata nella milza in area di rigore non ci sono gli estremi per il penalty, se invece Chiellini vince un contrasto aereo contro un attaccante avversario alto 167 centimetri, è rigore netto.

1- IL CASTORO: Il castoro, noto ai più come il rosicone, racchiude un pò tutte le qualità peggiori dei nove elementi citati fino ad ora. La sua esistenza viene praticamente logorata dai successi della Juventus, anche se le rare sconfitte dei bianconeri gli permettono di riprendere fiato di tanto in tanto. Secondo le sue teorie i dirigenti del club piemontese sono coinvolti anche nello scandalo della Banca Romana, e i calciatori bianconeri fanno uso di sostanze dopanti dai tempi dell’asilo nido. Vive col costante auto-premio di consolazione: “La mia squadra ha vinto sugli spalti”.

Tifosi Napoli sfottò

Un piccolo epilogo, forse necessario, riguardante i punti 5 e 6 in cui si ironizza su una figura anti-juventina tipicamente meridionale: l’intento di questo articolo è quello di far sorridere il lettore, piemontese, lombardo, siciliano, campano, umbro, molisano, lucano o toscano che sia. Ci auguriamo che l’ironia dell’autore (che è nato e tutt’ora vive in Campania) venga colta al meglio, senza cadere nei classici e banali discorsi sul razzismo e la discriminazione territoriale.

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