Curiosità Inter, i motivi della rinascita di Ricky Alvarez

L’anno scorso sotto la guida di Stramaccioni, Ricky Alvarez era stato uno degli uomini più fischiati da tutto San Siro, lento, abulico, a tratti irritante. Una stagione nettamente sottotono, terminata con trenta presenze tra Campionato, Coppa Italia ed Europa League, e sette reti realizzate. Durante il calciomercato estivo doveva essere uno dei primi ad avere le valigie in mano pronto per andare via da Milano con destinazione Genova, sponda rossoblu in cambio di Alberto Gilardino, obiettivo nerazzurro alla disperata ricerca di un bomber che potesse sopperire all’assenza iniziale di Diego Milito.

Invece il mercato della società ha virato verso altri obiettivi ed il mancino di Buenos Aires è rimasto agli ordini di Mazzarri, il quale fin da subito ha deciso di dargli fiducia piazzandolo dietro alla prima punta come faceva con Hamsik durante l’ultimo campionato sulla panchina del Napoli. E da qui la rinascita del giocatore, libero di esprimere il proprio talento e di inserirsi negli spazi. Autore del gol del 3 a 0 che ha chiuso definitivamente la partita a Catania e uomo-assist contro la Juve, con il pallone infilato per Icardi che sbloccò il risultato, anche ieri contro il Sassuolo nella trasferta di Reggio Emilia si è reso protagonista: oltre al gol realizzato ha mostrato lampi di classe, come nell’azione del passaggio vincente per Milito che valse il momentaneo 0 a 5.

Walter Mazzarri

Una vera e propria metamorfosi, il cui merito è da dividere sostanzialmente tra due persone: se stesso e mister Mazzarri. Perché Alvarez ci ha messo del suo nello sfruttare l’occasione fornita dal quarto cambio tecnico avvenuto sulla panchina nerazzurra dal giorno del suo arrivo, mentre l’allenatore ha deciso di affidarsi a lui come rifinitore prendendo atto che alla luce di un mercato non proprio entusiasmante, l’argentino era ed è uno dei giocatori con il maggior tasso tecnico a sua disposizione nella rosa.

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