Da giocatori ad allenatori: Iuliano, Tacchinardi, Conte, carriere a confronto

Con la Juve ha vinto tutto (4 scudetti, 3 supercoppe italiane, 1 supercoppa europea, 1 coppa intercontinentale) e in Nazionale è andato vicinissimo a vincere l’Europeo del 2000, ma da quando ha lasciato la Juventus nel 2005 il destino gli ha riservato più amarezze che gioie. Dal trasferimento al Maiorca nel 2006 è infatti iniziata la parabola discendente della carriera di Mark Iuliano, culminata nel 2008 con la retrocessione in C1 col Ravenna.

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Sempre nel 2008 la Corte Federale di giustizia lo squalificò per due anni perché risultò positivo a un controllo antidoping dopo la gara Ravenna-Cesena. Terminata la squalifica, intraprese la carriera di allenatore e diventò tecnico degli allievi nazionali del Pavia. Domenica scorsa però un’altra tegola si è abbattuta sulla sua testa.

Juliano

Il giudice sportivo ha di nuovo squalificato Iuliano perché al termine della gara contro il Novara “è entrato nello spogliatoio dell’arbitro insultandolo e minacciandolo ripetutamente di morte, accusandolo di aver proferito frasi razziste nei confronti di un proprio giocatore”.
Dalla motivazione del giudice sportivo risultano anche degli spintoni che Juliano avrebbe dato all’arbitro sempre all’interno dello spogliatoio. L’ex difensore della Juve naturalmente contesta questa ricostruzione e dice di aver agito solo per difendere il suo calciatore e che l’aggressione e le minacce di morte sono solo un’invenzione. Brutta storia, da qualsiasi parte la si guardi, e una squalifica che mette a rischio sul nascere la carriera da allenatore di Juliano .

Stessa sorte toccata a Tacchinardi: anche lui aveva vinto tanto da giocatore e da poco aveva intrapreso la carriera da allenatore, ma solo qualche settimane fa ha lasciato l’incarico da tecnico della Pergolettese (seconda divisione) ufficialmente  per “divergenza di vedute con la società” nonostante il secondo posto in classifica. Sfortunata la generazione di allenatori (e sono venti!) usciti dalla “scuola Lippi”, c’è poco da dire.

tacchinardi

Storie simili a quelle di Tacchinardi e Juliano infatti ce ne sono molte: da Wierchowod a Porrini, da Torricelli a Kholer, da Lombardo a Pecchia. Tutti giocatori le cui carriere da allenatori non hanno rispecchiato quelle gloriose da calciatori.

L’unico a seguire le orme del maestro è stato Antonio Conte che finora ha vinto due campionati di serie A e due supercoppe italiane proprio con la Juventus e due campionati di seire B con Siena e Bari. E se è vero che l’allievo supera il maestro…

 

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