El Shaarawy a SportWeek: "Voglio riprendermi il Milan"

Stephan El Shaarawy, intervistato in esclusiva da SportWeek, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla passata stagione del Milan e su quella appena iniziata, soffermandosi in particolare sui suoi obiettivi personali e su quelli della squadra, ovvero riconquistare un posto Champions per il prossimo anno. “So che ci sono molte aspettative su di me e sul Milan, cercheremo di non deluderle”. Esordisce così l’attaccante savonese che aggiunge alcune considerazioni anche sul nuovo allenatore Filippo Inzaghi: “Allenare un club prestigioso come quello rossonero è una grande responsabilità, dopo solo due anni di esperienza con le formazioni giovanili. Ma Inzaghi ha una grande voglia di fare bene e tutta la squadra è con lui“. E ancora sui traguardi da raggiungere: Puntiamo alla qualificazione in Champions League per il prossimo anno. Senza se e senza ma”.

Sulla stagione passata pesa il suo infortunio che ne ha condizionato praticamente l’intero campionato, nonché le voci emerse sulla vita privata dell’attaccante: “Ci sono rimasto molto male, solo io so quello che ho passato, ma per fortuna famiglia e amici mi sono stati vicini. In quel periodo ho pensato solo a recuperare dall’infortunio, senza badare troppo a ciò che si diceva. Tutto quello che è successo mi ha fatto crescere molto”. Dopo aver promesso ai suoi tifosi il massimo impegno in campo: “Sul terreno di gioco saremo motivatissimi. Sono sicuro sulle qualità del Milan di quest’anno”, il Faraone rilancia le proprie ambizioni: “Sono sempre stato tifoso del Diavolo e voglio tornare il giocatore di due anni fa. Voglio riprendermi il Milan. Se rimarrò in rossonero a vita? Nel calcio non si può mai dire, ma qui sono a casa, ho la fiducia dell’ambiente e dei tifosi rossoneri.

Infine sull’amico ed ex-compagno di squadra Mario Balotelli:“Il Milan ha perso un grande giocatore con la sua partenza. Ci siamo abbracciati. Lui mi ha fatto i migliori auguri e io gli ho risposto di essere certo che farà grandi cose nel Liverpool. Non ho mai pensato che la  sua presenza mi oscurava in campo, al contrario, ho sempre sostenuto che potevamo fare grandi cose giocando insieme“.

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