Esonero Inzaghi, il Milan pensa a Spalletti o Prandelli

La sconfitta contro l’Atalanta e la prestazione deludente della squadra iniziano a far perdere la pazienza al presidente Berlusconi e traballare la panchina di Pippo Inzaghi. L’esonero del tecnico rossonero, sebbene sia ancora prematuro, potrebbe essere dettato dai risultati che il Milan otterrà, o non otterrà, nei due match di campionato e Coppa Italia contro la Lazio. Intanto, però, iniziano a circolare i nomi di Spalletti e Prandelli come successori al trono.

Più il primo del secondo. Spalletti è ancora legato allo Zenit da un contratto che dovrebbe comunque scadere a giugno e di conseguenza non creerebbe ai rossoneri molti impedimenti. Suggestivo anche il nome di Prandelli sul quale però il Milan ha qualche titubanza derivata dai risultati deludenti ottenuti dal tecnico ex Fiorentina sia con la Nazionale Italiana che con il Galatasaray.

È presto per parlare di esonero ed è presto per parlare di Spalletti e Prandelli come candidati alla panchina perché il presidente Berlusconi dovrà, prima di prendere qualsiasi decisione, fare i conti con il portafogli. Il Milan deve ancora finire di pagare lo stipendio a Seedorf e, esonerando anche Inzaghi, si troverà a dover pagare quello di SuperPippo e del suo successore. Tre stipendi per un solo allenatore, un po’ troppo per la società rossonera che, a mali estremi, potrebbe affidarsi al fedelissimo Mauro Tassotti, abituato ormai a vestire i panni di traghettatore.

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