Ex Calciatori, Bergomi: "Mi piacerebbe moltissimo tornare all'Inter"

E’ uno dei simboli nerazzurri per eccellenza e, avendo dedicato tutta la carriera all’Inter, è inevitabile che sia rimasto nel cuore di molti tifosi: stiamo parlando dell’ex calciatore Giuseppe Bergomi, attualmente commentatore di Sky Sport.

Soprannominato “lo Zio”, a causa dei caratteristici baffi che portava quando era un giovanissimo calciatore e che gli davano un’aria sobria e più matura, l’ex calciatore nerazzurro non nega che avrebbe piacere di tornare nella società con la quale ha lavorato per moltissimo tempo.  “Mi piacerebbe moltissimo tornare, solo il povero Giacinto Facchetti ci ha provato. Adesso non ci sono le condizioni, faccio un lavoro che mi piace e, se dovessi entrare, vorrei ricoprire un ruolo importante”. Sono queste le parole dell’ex numero 2 nerazzurro, intervistato per la rivista Four Four Two Italia. 

Beppe Bergomi analizza anche le sensazioni provate durante le numerose stracittadine disputate e i derby d’Italia contro la Juventus“Con i rossoneri, ho sempre vissuto le partite partendo alla pari, anche quando c’erano gli olandesi. Con la Juventus, invece, avevo sensazioni strane, poi è venuta fuori Calciopoli, ma allora non capivo”.

Parla, inoltre, di alcuni suoi ex compagni di squadra, che non si erano ambientati bene nel contesto nerazzurro:  “Faccio due nomi, Matthias Sammer Dennis Bergkamp. Con il primo, mi sono mosso in prima persona. La società mi chiedeva di portarlo fuori a cena, di fargli imparare la lingua, ma Matthias arrivava dalla Germania est, era un periodo fin troppo particolare. Anche Dennis non si era ambientato bene. La moglie aveva imparato l’italiano, lui invece era timido e introverso. Nonostante tutto, ci ha fatto vincere una Coppa Uefa, ma poteva restare all’Inter almeno dieci anni”.

Infine, una considerazione sulle condizioni attuali dell’Inter: “Adesso serve chiarezza. La squadra ha iniziato ad andare in difficoltà quando c’è stato il cambio in dirigenza. La situazione societaria è anomala: ci sono due presidenti, perché Moratti è ancora presente, mentre Thohir c’è e non c’è. Questa squadra non è pronta per arrivare in alto, ma deve giocare come a inizio stagione”.

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