Ex calciatori Inter, Ronaldo: "Volevo giocare in Premier League"

Da fenomeno a traditore, il passo è breve. Tanto amato quando nel 1997 vestì la maglia dell’Inter, acquistato dal presidente Moratti per 48 miliardi di vecchie lire portò i nerazzurri alla conquista della Coppa Uefa nella finale di Parigi contro la Lazio, quanto odiato quando nel Gennaio 2007 tornò a Milano, ma questa volta sulla sponda rossonera del Naviglio.

Oggi per Ronaldo Luis Nazario de Lima è una data speciale: 20 anni fa infatti debuttava da professionista. Una carriera straordinaria, segnata da grandi successi (due titoli mondiali con la Nazionale Brasiliana e due palloni d’Oro su tutti) e grandi infortuni: indimenticabile purtroppo le sue urla di dolore durante la Coppa Italia del 2000 contro la Lazio all’Olimpico di Roma.

Infortunio Ronaldo
Le grida di dolore di Ronaldo dopo l’ennesimo infortunio al ginocchio destro

“Ricordo ancora il mio esordio con il Cruzeiro, avevo 16 anni, era il 1993. A dire il vero ricordo tutto della mia carriera, fin dalle prime partite. Il mio sogno è sempre stato quello di diventare un calciatore e una volta che riuscii a realizzare questo obiettivo fu una sorta di magia. Le mie gambe, le mie braccia, cominciò a tremarmi tutto”. Con i primi guadagni non si è regalato macchine sportive o appartamenti di lusso ma un letto: “Diedi tutto a mia madre e le chiesi di comprarmi un letto, visto che a casa dormivo su un divano. Se tornassi indietro, rifarei tutto quello che ho fatto. Ho fatto molti sacrifici per arrivare dove sono arrivato. Per fortuna le mie decisioni sono state tutte giuste. Ho giocato con i club più forti del mondo, non ho nulla da rimproverarmi. L’unico rammarico che ho è non aver mai giocato in Premier, mi sarebbe piaciuto confrontarmi con il loro calcio”.

A ruota libera sulla sua carriera ha indicato l’esperienza Olandese con la maglia del Psv la più negativa: “Non è stato semplice. Avevo 17 anni e l’Olanda è molto diversa dal Brasile. La temperatura poteva arrivare fino a -30, non esattamente il clima brasiliano. Nel campo di allenamento ghiacciava tutto e giocavamo nella nebbia. Avevo mani, piedi e orecchie insensibili. Fu una sensazione non piacevolissima. Poi non sapevo parlare la loro lingua e il cibo non mi piaceva”. 

Ronaldo Brasile
Ronaldo con la maglia della Nazionale brasiliana

Mentre dei Mondiali 1994, vinti senza disputare nemmeno un minuto ha un ricordo fantastico: “E’ stata un’esperienza grandiosa. “Ho trascorso del tempo con Romario, Bebeto, Dunga, Rai, Leonardo, giocatori che ho visto in tv e che ho ammirato tantissimo. E’ stato come tornare a scuola! Guardando gli allenamenti di Romario e Bebeto ho imparato tantissime cose che poi mi sono state utili andando avanti nella carriera”. 

Sulla possibilità che Klose superi il suo record di gol ai Mondiali si esprime in questa maniera: Io sono a 15 reti, Klose a 14 e potrebbe superarmi in Brasile. A me, però, non interessa. Qualora dovesse accadere, sarei pronto a fargli i complimenti ma i miei trionfi, le mie reti e le mie giocate resteranno per sempre nella storia del calcio. E poi si sa che i record sono fatti per essere infranti”. Si riconosce in una frase di un noto scrittore Brasiliano che recita “Non mi interessa piacere a poche persone, l’importante è far divertire la maggioranza”Possiamo dire che il Fenomeno ci è riuscito davvero…

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