Fair Play Finanziario: Inter in rosso, possibile sanzione

In virtù delle ormai imminenti norme sul Fair Play Finanziario l’Inter non ha una situazione rosea a livello economico e rischia una pesante sanzione se non dovesse adeguarsi ai parametri imposti dall’UEFA e da Michel Platini, il principale sostenitore di questa legge per salvaguardare la sostenibilità finanziaria del mondo del pallone europeo.

Ricordiamo, innanzitutto, le due regole principali del Fair Play Finanziario: i costi non devono superare la massima deviazione consentita rispetto al pareggio di bilancio (45 milioni nel primo periodo di monitoraggio, circa 30 milioni nel triennio a partire dal 2018/19) e i debiti devono essere pagati puntualmente.

Stando così le cose, il dottor Paolo Ciabattini, autore del libro Vincere con il Fair Play Finanziario, ha così dipinto la situazione dei nerazzurri: “Completamente differente (rispetto agli altri top club italiani ed europei, ndr) è la situazione dell’Inter che nell’ultimo anno della gestione Moratti ha totalizzato una perdita pari a 79,8 milioni di euro che sommata a quella dell’esercizio 2012, porta il totale della perdita aggregata del primo periodo di monitoraggio a 157 milioni di euro. Avvalendosi della clausola che permette ai club di dedurre dalla perdita del 2012, il costo degli stipendi dei contratti firmati prima del 1 giugno 2010 e i costi non pertinenti, si arriva ad una perdita aggregata di circa 67 milioni, leggermente al di sopra dei 45 milioni di euro consentiti. In realtà considerando che la perdita del 2013 è leggermente più alta di quella della stagione precedente, sulla carta l’Inter non potrebbe nemmeno avvalersi della clausola degli stipendi ma, sono sicuro che Thohir saprà dimostrare al Body competente che una serie di azioni sono state messe in atto al fine di riportare i costi all’interno delle risorse generate. In definitiva, la sanzione sarà sicuramente lieve. In realtà l’Inter essendo fuori dalle competizioni europee, è al momento fuori dalla lente d’ingrandimento della UEFA. Se dovesse però qualificarsi quest’anno per partecipare ad una competizione dell’anno prossimo, non verrebbe sanzionato a giugno come i club che già si erano qualificati quest’anno, ma verrebbe valutato nei mesi successivi, durante la competizione stessa . Lo stesso vale ad esempio per il Monaco. Ben peggiore sarà invece la situazione rispetto al secondo periodo di monitoraggio che comprenderà anche le perdite relative alla stagione che si concluderà al 30 giugno 2014 che potrebbero essere intorno ai 70 milioni di euro. In questo caso la perdita aggregata potrebbe essere vicina ai 150 mill. di euro, quindi il triplo della massima deviazione di 45 milioni. Si rischierebbe una o un mix delle seguenti sanzioni: blocco o cancellazione dei premi provenienti da competizioni UEFA, blocco del mercato calciatori riguardo competizioni UEFA, limitazione del numero di giocatori che il club può registrare per la partecipazione a competizioni della UEFA.”

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