Gattuso su Inzaghi: "Per allenare il Milan serve esperienza"

Non le manda di certo a dire Gennaro Gattuso. L’essere diretto e sincero è sempre stata la sua caratteristica e, nell’intervista ai microfoni di Radio Uno, l’ex giocatore del Milan non si è smentito. L’argomento trattato non poteva che essere l’attuale situazione del Milan e di Pippo Inzaghi, vittime di una crisi iniziata nelle ultime stagioni e cresciuta per demerito della società: “Un momento negativo può starci, ma deve esserci una linea. Al Milan vedo solo improvvisazione”.

La prima scelta improvvisata è stata quella relativa a mister Inzaghi, allenatore troppo giovane e inesperto per sedere su una panchina come quella del Milan, e Gattuso o sottolinea: “Secondo me è stata una mossa affrettata da entrambe le parti. Se ti propongono la panchina del Milan non puoi rifiutare, poi da giovane se non ci sbatti i denti non ti rendi conto. Un po’ come successo a me a Palermo”. Non ci si può improvvisare allenatori nemmeno se in passato si è stati grandi giocatori e questo Ringhio lo ha capito con l’esperienza: “Siamo stati dei grandissimi giocatori, abbiamo vinto tanto, ma fare l’allenatore è un’altra cosa. È un mestiere complicato per il quale serve esperienza e questa non è una cosa che puoi comprare al supermercato. Occorre lavorare, aggiornarsi, andare in giro e stare sul campo”.

Un po’ come ha fatto Gattuso dopo la parentesi sulla panchina del Palermo: “Con l’esperienza all’estero sono maturato e adesso ho la presunzione di dire che conosco meglio il calcio da allenatore, anche se ancora devo imparare molto”. Un mestiere, quello da allenatore, che lo ha portato fuori dall’Italia e che presto potrebbe riportarlo nel bel Paese: “Il mio percorso è stato diverso, anche “borderline”, e l’ho scelto con la voglia e la consapevolezza di fare questo mestiere nel miglio modo possibile. Adesso, dopo due anni e mezzo travagliati, spero di trovare un buon progetto. Io non lavoro per denaro, ma per passione e spero di trovare una società che abbia un progetto e che mi faccia lavorare in tranquillità”.

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