Il Milan cambia modulo a Cesena: il 4-2-3-1 convince ma non basta

Nella partita giocata ieri allo stadio Manuzzi contro il Cesena e finita 1-1, Filippo Inzaghi ha provato, come si vociferava già da qualche giorno negli ambienti rossoneri, il modulo 4-2-3-1. Dopo il pareggio nella gara infrasettimanale contro l’Empoli, era nell’aria un cambio di modulo che andasse a valorizzare ancor di più i tanti centrocampisti offensivi del Milan e il Niño Torres come unica punta in avanti.

La scelta del nuovo modulo, vista in parte nella gara di Empoli, ha dato risposte positive soprattutto nella prima frazione della gara di Cesena. Infatti, dopo il pareggio di Rami, i rossoneri hanno creato molte palle gol e buoni movimenti in fase d’attacco. Purtroppo la squadra, nonostante il nuovo modulo, non è riuscita ad interpretare molto bene la gara di ieri pomeriggio, subendo innanzitutto il gol del Cesena dopo appena 10 minuti e trovandosi a rincorrere il risultato e a ottenere un deludente pareggio, poco utile ai fini della classifica.

I buoni propositi visti nel primo tempo, infatti, si sono spenti col passare dei minuti nella ripresa, dove sono mancate occasioni vere e soprattutto dov’è venuta meno la convinzione di poter davvero portare a casa la vittoria. La realtà dei fatti spinge a trarre un’ulteriore conclusione: ciò che penalizza i rossoneri è la sufficienza generale con la quale la squadra affronta certe partite, partite in cui il Milan avrebbe potuto, e dovuto, fare molto di più e dimostrare una netta superiorità. Ipotecato il pareggio contro il Cesena, il Milan avrà, nella partita di sabato contro il Chievo di Corini, una nuova occasione da sfruttare a pieno. Quella contro i clivensi sarà una partita che la squadra di Inzaghi non può permettersi in alcun modo di sbagliare se non vuole già trovarsi a distanza siderale dai primi posti dopo nemmeno 6 partite di campionato.

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