Il Milan torna a vincere e Seedorf cerca nuovi equilibri tattici

Fiorentina-Milan è stata la partita di Balotelli, Mexes, Muntari ma anche Taarabt e persino Honda; un match nel quale alcuni tra i protagonisti più attesi e bistrattati hanno dimostrato, prima di tutto a se stessi e poi agli addetti ai lavori, di onorare questa maglia e meritarla per l’anno prossimo. Certo una partita non può azzerare alcune opinioni alimentate da decine di performance e risultati avvilenti, però nel Milan di oggi è già un inizio.

La partita di ieri ha palesato, oltre a evidenti progressi tattici e una maggior predisposizione al sacrificio, quei limiti tecnici e individuali che si notano dall’inizio della stagione; non è oro tutto ciò che luccica. Analizzando gli episodi, balza agli occhi come la squadra di Seedorf dipenda da un giocatore (Balotelli) il quale nelle migliori giornate riesce a portare alla vittoria i suoi compagni, quando attraversa invece le più tipiche serate storte in cui spreca il fiato più a discutere con il mondo che a correre, la sua squadra non trova sbocchi e si perde in una prestazione anonima e molto spesso scoraggiante.

Seedorf, tentando di infondere nella testa dei suoi ragazzi una mentalità più offensiva e meno italiana, ha cercato di avvantaggiare quell’enorme schiera di trequartisti che occupa lo spogliatoio di Milanello. Birsa, Kakà, Honda, Saponara, Taarabt, Robinho, purtroppo però, non riescono, se non a fasi alterne, a dare quel contributo in termini di gol e giocate che ci si attende da calciatori del loro calibro; lo schema tattico diviene quindi un’evidente forzatura per la rosa che Seedorf ha a disposizione, in quanto il più delle volte con la batteria dei trequartisti al completo, l’11 in campo invece di trovarne benefici e pericolosità, perde il suo equilibrio e concede troppo agli avversari.

Clarence Seedorf
Mister Seedorf inizia a macinare buoni risultati: sarà conferma?

L’idea dell’olandese è invidiabile e sicuramente percorribile, ma molto spesso è necessario che l’allenatore si adegui a ciò che la società riesce a mettere nelle sue mani senza pretendere troppo da chi non è in grado di eseguire alla perfezione il suo credo calcistico. Il Milan visto fino ad ora ha lasciato intravedere alcune cose positive come la voglia di aggredire la partita e comandare il gioco, altre un po’ meno come la fragilità difensiva e la mancanza di un solido equilibrio tra i reparti. È su questo che dovrà lavorare tanto Seedorf, sulla capacità di leggere determinate situazioni nei 90 minuti e sul collegamento tra le linee di attacco e difesa troppo spesso distanti.

Le linee guida del tecnico sono chiare, il suo Milan ha bisogno di giocatori con tanta voglia di spaccare il mondo e che siano in grado di abbinare alla tecnica una notevole capacità atletica; il progetto è ambizioso e dispendioso dal punto di vista economico poiché gran parte dell’attuale rosa andrà rivista e migliorata ma partire con un’idea e difenderla ad oltranza è già un buon punto di partenza, sperando che nella prossima stagione non si decida di scegliere un nuovo tecnico annullando ciò che di buono ha provato a fare l’olandese. La vittoria di ieri ha fatto intravedere la luce in fondo al tunnel e chiari segnali di ripresa, il Milan ha giocato con il cuore e l’orgoglio di chi è consapevole di non voler sprecare l’occasione della vita. La strada è ancora lunga, gli equilibri tattici non sono stati amalgamati ancora da tutti gli effettivi ma l’importante è continuare a credere in Seedorf  e nel suo lavoro e che la società cerchi di smorzare quelle cattiverie che circolano all’interno e all’esterno della squadra; solo con la coesione e l’unità di intenti si uscirà da questa crisi e si tornerà ad essere quel Milan temuto e invidiato da tutti.

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