Integratori per abbassare la glicemia: funzionano veramente?

Gli integratori che promettono di abbassare la glicemia funzionano davvero? Sono in molti a chiederselo poiché il diabete è una tra le patologie più diffuse nella nostra società. In particolar modo, l’esigenza di abbassare la glicemia si rende evidente dal momento che, a causa della patologia, l’organismo perde la funzione di produzione di insulina. L’insulina è un ormone ipoglicemizzante, pertanto la sua mancanza fa sì che la glicemia resti altissima. 

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La terapia d’elezione per il diabete è, comprensibilmente, la somministrazione di insulina, che, per ovvii motivi, permette di riequilibrare l’indice glicemico. Ma da alcuni anni, hanno fatto la loro comparsa sul mercato degli integratori che promettono di sortire un effetto ipoglicemizzante. Questi integratori funzionano? Almeno alcuni di loro sì. 

Abbassare la glicemia con una spezia

La spezia in grado di abbassare la glicemia è la cannella. Spesso utilizzata in cucina, la cannella è stata impiegata per la realizzazione di alcuni integratori, che hanno dato effetti particolarmente benefici. 

La cannella, infatti, è fonte di calcio, fibre, ferro e altri nutrienti. Il suo consumo può aiutare a combattere l’indigestione, ha un effetto anticoagulante sul sangue, sostiene e rafforza il sistema immunitario e sembra anche il grado di prevenire i dolori dell’artrite.

Soprattutto, però, secondo gli esperti, un solo grammo di cannella può modificare il livello di zucchero nel sangue.  Infatti, le ricerche hanno indotto a pensare che la cannella possa migliorare i livelli di zucchero nel sangue e aumentare anche la sensibilità dell’organismo all’insulina. 

Il fungo orientale che abbassa la glicemia

La ricerca ha individuato una molecola, l’AHCC, nel fungo Shiitake, diffuso soprattutto nei paesi orientali. Dagli studi recentemente condotti sulle proprietà della molecola, è emersa la possibilità che questa molecola naturale abbia un effetto ipoglicemizzante

Sono stati condotti due studi principali sulla relazione tra l’AHCC e il diabete. Il primo, eseguito su ratti da laboratorio, vedeva la popolazione dei ratti diabetici suddivisa in due gruppi, alimentati allo stesso modo. Ad un primo gruppo è stata somministrata l’AHCC, mentre il secondo gruppo non l’ha assunta.
Il secondo studio, invece, è stato condotto su pazienti umani. Il medico responsabile dello studio ha registrato i valori glicemici nei pazienti a distanza di sei mesi dal trattamento, che per una parte dei pazienti era stato classico e per l’altra parte a base di AHCC.
Entrambi gli studi hanno dimostrato che, nella popolazione trattata con AHCC, non erano scesi solo i valori della glicemia, risultato già auspicabile, bensì, era diminuita anche l’emoglobina glicata

L’abbassamento della quantità di emoglobina glicata è un grande successo; poiché la molecola identifica la glicemia a lungo termine, pertanto diminuisce con maggiore lentezza rispetto alla normale glicemia, ma è proprio la sua diminuzione a far pensare ai ricercatori che l’AHCC non sia solo un integratore con effetto temporaneo, ma apra una porta per la cura definitiva del diabete. 

Perciò, date le prove fornite dagli studi medici, è ragionevole concludere che anche la molecola AHCC, al pari della cannella, sortisca effetti benefici sui livelli di glicemia.