Inter 2014-2015: ecco i motivi per i quali si può sognare il terzo posto

Avanti tutta! L’Inter 2014-2015 respira un entusiasmo perso ormai da diverso tempo, tant’è che sono in tanti a sognare un terzo posto che vorrebbe dire Champions League. E sembra che non siano stati contagiati solo gli uomini di Mazzarri, ma anche l’intera dirigenza, a partire dal Presidente Erick Thohir, che nell’intervista di ieri a La Stampa ha dimostrato tutta la sua soddisfazione per il lavoro della società. A portare ottimismo hanno contribuito una serie di fattori rilevanti. Partendo dalla società, il soggiorno di Thohir in Italia ha motivato il gruppo, permettendo così di affrontare questioni rilevanti, come il rinnovo del contratto del Ds Piero Ausilio o il progetto per il nuovo stadio di proprietà nerazzurra. Stadio, San Siro, che per ora si gode un’altra iniziativa di marketing dell’Indonesiano, ovvero il ritorno nell’immediato pre-partita di Pazza Inter, stimolante per tifosi e soprattutto giocatori. Le mosse di mercato per il futuro non si stanno facendo attendere e questo dimostra la pianificazione di un progetto a lungo termine di Thohir, per far tornare l’Inter tra le prime dieci del mondo.

La squadra ha trovato compattezza e solidità. Tutti i reparti sembrano funzionare bene. In difesa Ranocchia sta dimostrando di reggere bene il peso della fascia da capitano. Al suo fianco la giovane età di Juan Jesus e Andreolli si mischiano perfettamente all’esperienza mondiale di Vidic, che al di là dell’errore di Palermo sta dimostrando tutto il suo valore. Alle loro spalle c’è il solito Handanovic, sicuramente meno impegnato rispetto all’anno scorso, ma sempre pronto quando bisogna aiutare la squadra. Ne è una prova lampante il rigore parato a Torino durante la prima gara di campionato.

ranocchia capitano inter
Ranocchia, il simbolo della ritrovata compattezza difensiva dell’Inter

Se il numero uno dell’Inter è più protetto lo si deve anche alla coppia Medel e M’Vila, dotati entrambi di una potente forza fisica e creatori di un muro invalicabile, almeno in queste prime partite. Nel reparto offensivo la musica non cambia. Mazzarri si sta godendo gli uomini del momento, Kovacic e Icardi. Il primo ha trovato un gran feeling con il gol e continua sfornare giocate prelibate per i compagni. Icardi ha già segnato tre gol in campionato e ha trovato un’intesa perfetta sia con Osvaldo che con Palacio. A quest’ultimo manca ancora il gol, ma sta rientrando bene nel gruppo e anche con l’Atalanta è stato protagonista di una buona gara, nonostante il rigore sbagliato. Osvaldo è l’attaccante in più che l’Inter aspettava: forte nelle giocate aeree – l’ultimo gol al volo ne è la dimostrazione – e abile col pallone tra i piedi.

Il lavoro sulle fasce è ottimo. L’alternanza tra Nagatomo, Jonathan, Dodò e D’Ambrosio, quest’ultimo anche autore del gol partita con il Dnipro, permette al reparto di avere sempre forze fresche su cui contare. A questi vanno aggiunti il valore di Hernanes, che sta emergendo a vista d’occhio e la serenità ritrovata da Fredy Guarin. Il colombiano è sceso in campo con il Sassuolo firmando un assist e un gol, ha giocato bene con Dnipro, Palermo e Atalanta, con la quale è stato autore di un altro assist. Il gruppo, insomma, sembra unito e funziona. Solo una rete subita nelle sette gare tra campionato ed Europa League e ben 19 gol segnati. Come detto da Thohir, a questa Inter non serve l’arrivo di un top player, ma basta la consapevolezza delle proprie potenzialità e il costante lavoro sul campo che sta dando i primi frutti. Almeno in questo avvio di stagione, l’Inter pensa al terzo posto di una classifica ancora da definire. Si spera solo che le tante aspettative di dirigenza e tifosi siano soddisfatte anche a fine stagione. Perciò, Inter, avanti tutta!

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