Inter 2014-2015: tira già aria di crisi?

Dalle stelle alle stalle. L’Inter versione 2014-2015 di Mazzarri, fino a ieri candidata al terzo posto, oggi subisce le dure critiche dopo la disfatta rimediata a San Siro contro il Cagliari. Si tratta della prima sconfitta stagionale, ma a preoccupare sono le numerose lacune emerse quasi all’improvviso durante il caldo pomeriggio milanese di ieri. E alcuni parlano già di crisi. Il muro difensivo, elogiato prima del match per aver subito solo una rete in sette partite, crolla definitivamente di fronte agli uomini di Zeman, che insaccano il pallone alle spalle di Handanovic per ben quattro volte in soli 45 minuti di gara. E i gol del Cagliari sarebbero stati cinque se il numero uno nerazzurro non avesse parato un rigore, il secondo dall’inizio del campionato.

Durante il primo tempo la squadra di Mazzarri è stata incapace di reagire alla determinazione dei sardi e soprattutto all’espulsione, per doppia ammonizione, di Yuto Nagatomo. In 11 contro 11 la partita era fissa sul risultato di 1-1, ma il cartellino rosso ha cambiato senza dubbio le sorti della gara. La difesa non ha retto e in attacco l’Inter si è resa poco pericolosa.

Nel secondo tempo Mazzarri cambia modulo, la squadra prova a reagire, ma senza risultati. Finisce dunque 1-4 e le prestazioni altalenanti che hanno caratterizzato le ultime stagioni tornano a spaventare i tifosi. Nel post-partita Mazzarri si è assunto la responsabilità della deludente prestazione, per aver schierato una squadra, secondo l’opinione del tecnico, stanca e poco determinata. In molti oggi reclamano un turn-over mancato, altri invece lamentano l’assenza di veri sostituti ai vari Kovacic o Medel.

Le colpe andrebbero divise, a partire dagli undici scesi in campo ieri, in ritardo su quasi tutti i palloni e troppo timidi per far male a un Cagliari ancora mai vittorioso in questo campionato. Mazzarri ha avuto domeniche migliori. Già durante le partite sono state rivolte proprio al ct toscano le prime critiche di commentatori e tifosi: incapace di riadattare la squadra nel momento di massima difficoltà, troppo fissato, forse, con un 3-5-2 che soprattutto ieri ha evidenziato le sue lacune maggiori.

Resta comunque il fatto che Thohir ha lasciato San Siro scuro in volto e non finirà il suo viaggio con le prospettive e l’entusiasmo con cui l’aveva iniziato esattamente una settimana fa. La speranza è che quella di ieri sia stata solo una giornata completamente storta e che l’Inter possa presto ritornare grande, allontanando i fantasmi della crisi che tanto spaventano l’ambiente nerazzurro.

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