Inter-Juventus: il Made in Italy contro il Made in Sud America

Questione di strategie, di opinioni, di punti di vista, questioni di scelte di mercato che condizionano in positivo o in negativo l’andamento di una squadra, o meglio ancora, di un’azienda.

Diametralmente opposti sono i punti di vista di Inter e Juventus, due società storicamente rivali e perennemente in conflitto, tradizionalmente divise da un muro lungo chilometri e vecchio di cent’anni, che forse non verrà abbattuto mai.

Chiellini-Milito

Questioni di strategie, si diceva, di scelte di mercato che hanno portato Branca e Marotta a creare due organici sostanzialmente diversi, anche se finalizzati all’utilizzo dello stesso schema di gioco, quel famoso 3-5-2 che a detta di Mazzarri è stato copiato da tutti quanti.

Una difesa forte fisicamente come quella dell’Inter da un lato, un trio di centrali che ama giocare palla a terra dall’altro; un centrocampo impegnato in fase di interdizione dal lato nerazzurro, i “tenori” Pirlo, Vidal e Marchisio (o Pogba), vera chiave dei successi bianconeri e cuore pulsante della squadra, dall’altro; Alvarez alle spalle dell’unica punta Palacio, per Mazzarri, il tandem Vucinic-Tevez per Conte.

Tevez-Pogba Juventus

Differenze nette, interpretazioni di gioco diverse, ma soprattutto scelte di fondo diverse: non è un caso che alla Nazionale di Prandelli venga spesso e volentieri affibbiato il soprannome di “Ital-Juve”, non è un caso che l’Inter venga notoriamente accusata di puntare poco sul Made in Italy.

I campioni d’Italia scendono in campo con Buffon, Bonucci, Barzagli, Chiellini, (Ogbonna), Marchisio e Pirlo, elementi fondamentali di una Nazionale che fino ad ora ha dato parecchie soddisfazioni; l’Inter invece si affida ad una folta schiera di Sud Americani, capitanati da “Don Rodrigo” Palacio e Javier Zanetti, senza dimenticare gli ottimi Guarin,Campagnaro, Milito, Alvarez e Jonathan.

Andrea Pirlo

Insomma, una sfida nella sfida, un’Italia-Sud America a strisce bianconere e nerazzurre, una partita che ci fa sentire sempre di più rappresenti del famoso Made in Italy in Europa, nel Mondo e nell’Italia stessa, dato che la scelta di puntare su calciatori nostrani sta ottenendo sempre meno consensi proprio tra i club di Serie A, ingolositi dai nomi esotici e dalla possibilità di spendere sempre meno.

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