Inter-Juventus, la sfida infinita: video, curiosità e precedenti

Non è facile capire il significato di Juventus-Inter se non si è tifosi bianconeri o nerazzurri, non è facile immedesimarsi in chi, con giorni di anticipo, comincia a sentire la pressione e l’emozione per una partita che, seppur giocata alla terza di campionato, può significare tanto, forse troppo.

Non si tratta dei tre punti in palio (quelli si possono recuperare dopo), non si tratta di una predominanza cittadina (questo è l’unico derby al mondo in cui le due partecipanti provengono da città diverse), ma è una questione di orgoglio, di storia, di prestigio: due squadre che si “odiano” così tanto, non possono che desiderare di sconfiggere l’avversario sempre e comunque.

Campagnaro-Tevez

Quella tra Juve e Inter è una storia di vittorie e di successi, di sconfitte e di rivincite, di corsi e ricorsi storici, che di certo non possono riconciliare la situazione: le dispute “moderne” iniziano nella stagione 1997-98, con il famoso contatto in area tra Iuliano (Juventus) e Ronaldo (Inter), un calcio di rigore (a detta dei nerazzurri) mai fischiato ed il tricolore che finisce nelle mani della Vecchia Signora.

Come ci insegna William Shakespeare, però, non è tutto oro ciò che luccica. La stagione 1997-98 fu segnata da una serie di decisioni arbitrali particolarmente favorevoli alla formazione milanese (oltre alla mai risolta questione Recoba), e come possiamo vedere in un video che da qualche anno circola su youtube, è davvero molto difficile parlare di campionato falsato in favore della Juventus.

Due anni dopo, nella stagione 1999-00, la Lazio di Eriksson strappò il tricolore alla Juve all’ultima giornata, quando i ragazzi di Ancelotti caddero sotto i colpi del Perugia e della pioggia battente, mentre in quel di Roma i biancocelesti festeggiavano la conquista del loro secondo scudetto.

L’Inter non aveva interessi in questa faccenda, era un Juve-Lazio a distanza, eppure, per i sostenitori nerazzurri quello scudetto perso dagli eterni rivali all’ultimo minuto fu come una Coppa Campioni vinta col sudore della fronte, anche se poco ci è chiara la strana tendenza a gioire per le sfortune altrui.

Lazio Campione d'Italia

La rivincita, come sempre nel mondo del calcio, non tardò ad arrivare, ed è contenuta in due semplici parole: 5 Maggio. C’è poco da scherzare, non c’è bisogno di fare allusioni a Manzoni o a Napoleone, il 5 Maggio è per l’Inter una giornata di lutto, mentre per i milioni di tifosi juventini rappresenta l’apoteosi.

Siamo nella stagione 2001-02, gli uomini di Cuper e quelli di Lippi (inseguiti dalla Roma di Capello) lottano testa a testa per la conquista dello scudetto, e prima dell’ultima giornata di campionato la classifica recita: Inter 69, Juventus 68, Roma 67.

Ironia del destino, a decidere le sorti della stagione sarà proprio la Lazio, che ospita l’Inter in uno stadio totalmente nerazzurro, in nome dell’antico gemellaggio tra le due tifoserie ma sopratutto della rivalità con le inseguitrici Juventus e Roma.
Com’è andata in campo lo sappiamo tutti, un 4-2 secco che stende la truppa milanese e permette alla Juventus (che intanto aveva vinto due a zero ad Udine) di festeggiare lo scudetto più atteso, sperato e sudato della storia.

Gli anni passano ma le rivalità rimangono, e così quando nel 2006 arriva l’onda di Calciopoli, la principale disputa sarà quella tra la società di Agnelli e quella di Moratti: la giustizia sportiva revoca due titoli alla Juve (retrocedendola in Serie B), assegna lo scudetto 2005-06 all’Inter e penalizza diversi club, tra cui Milan e Lazio.

Arriviamo dunque ai tempi recenti (senza dimenticare che dopo le vicende di Calciopoli l’Inter è riuscita nel 2009-10 a vincere uno storico Triplete), e notiamo che i destini delle due squadre si intrecciano ancora: stavolta è l’Inter di Stramaccioni ad entrare nella storia, riuscendo ad espugnare per la prima volta lo Juventus Stadium, fortino degli uomini di Antonio Conte.

Nel girone di ritorno Alessandro Matri siglerà il gol vittoria a San Siro che permetterà alla Juventus di prendersi l’ennesima rivincita di una sfida fin troppo lunga, ma che ora, dopo appena tre giornate di campionato, è pronta a rinnovarsi. Il neo tecnico nerazzurro Walter Mazzarri lancia di nuovo la sfida ai bianconeri, dopo aver interpretato (con scarso successo, visti i nove punti di distanza dalla Capolista) il ruolo di anti-Juve lo scorso anno sulla panchina del Napoli.

Gol Matri Inter-Juventus

Conte dal canto suo resta distaccato, freddo, intenzionato si a portare a casa una vittoria fondamentale, ma con un occhio vigile in vista dell’impegno di Champions contro il Copenaghen.

Juve-Inter si rinnova, ricomincia, e ogni anno riesce a regalare un’emozione diversa, ma chi come noi ha il cuore bianconero non può fare a meno di considerarla una partita speciale, una sfida “all’ultimo sangue”, un face to  face con i rivali di sempre, anche se, ricordiamolo, noi ci arriviamo con tre stelle sul petto.

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