Inter, la sconfitta contro la Roma brucia ancora: la colpa è della difesa ?

Le tre sberle ricevute sabato sera dalla Roma di Garcìa continueranno a far male per un bel pò. E’ come avere un appuntamento con una bella ragazza, portarla in un ristorante lussuoso dopo essersi agghindati al meglio per cercare di far subito colpo e finire anzi tempo la serata con cinque dita stampate su una delle due guance per non aver resistito alla tentazione d’arrivare subito al sodo. Il passo successivo è quello di chiedersi cos’è che non ha funzionato. Tornando al pallone, dopo un 0-3 casalingo, ci sarebbero tante analisi da dover fare ma siamo in Italia, paese calcisticamente formato per fare catenaccio e per non prenderle, e chi arriva più in alto di tutti è perché ha raccolto meno palloni degli altri nella propria rete.

Il primo colpo d’occhio cade, naturalmente, sugli uomini in campo e sull’assenza di Campagnaro, entrato di già nelle grazie dei supporters nerazzurri. Sarebbe fin troppo facile e, forse, fin troppo poco onesto collegare le due cose, vista la prestazione del suo sostituto. Difatti, i voti in pagella di Rolando attorno alla sufficienza manifestano un problema che va oltre il singolo, soprattutto se rapportato alle valutazioni degli altri due compagni di reparto. Del resto, il primo gol nasce da uno svarione difensivo di Ranocchia e gli altri due gol hanno interessato il lato coperto (si fa per dire) da Juan Jesus e Pereira. Handanovic, dal canto suo, ha fatto quel che ha potuto ma la colpa di quel -3 al Fantacalcio, a qualcuno, pur bisognerebbe addossarla. Se, però, si prova a guardare anche in casa altrui, ci si accorge di come, forse, il vero problema è stato l'”insieme”. La Roma è sembrata d’esser molto più compatta e corta in tutti e tre i reparti. Quindi, se è pur vero che Ranocchia, sabato, non è sembrato il giocatore brillante apparso fino ad ora così come Taider colpevole del fasullo rigore o di Pereira, la mentalità degli undici in campo può essere stato il vero colpevole di una debacle simile.

Rolando Napoli

 

Guarin, Cambiasso e Taider risultavano essere un corpo a parte con una copertura davvero scadente del pacchetto arretrato lasciando più volte Totti & co liberi di palleggiare come meglio volevano; Gervinho, con la sua fisicità e velocità, ha quasi annientato Nagatomo e Rolando ha chiaramente fatto fatica a contenere i suoi numerosi attacchi. Se in più ci mettiamo, come detto prima, una poca brillantezza dei singoli e un impatto devastante sulla partita da parte degli avversari, ecco il quadro potrebbe anche definirsi. Il “potrebbe” ci dev’essere perché se poi si va a fare un’analisi più approfondita, ci si accorge che la Roma, da un punto di vista statistico, ha avuto dalla sua numeri in controcorrente con quello che è poi stato in risultato finale. 5 tiri in porta, 7 ammonizioni, 1 espulsione e 2 calci d’angolo all’attivo sono dati di una squadra che, a San Siro, su dieci volte, almeno otto ne esce sconfitta. Ma quello di sabato, purtroppo, è stato uno dei due casi sfavorevoli. E non è stato tenuto conto del doppio episodio del palo di Guarin e del rigore sempre “fasullo” dato ai giallorossi che avrebbe potuto rivoltare clamorosamente il match.

Taider

E’ indubbio quindi che, un risultato del genere, finirà per avere una certa risonanza nelle settimane a venire ma se analizzato per intero, quello di sabato, potrebbe essere considerato un semplice “incidente di percorso” se e solo se, a partire dal prossimo incontro, i ragazzi di Mazzarri sapranno sciorinare quel calcio poco spumeggiante ma tanto concludente che ha dato ben 14 punti in queste prime giornate.

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