Inter, Mazzarri a Quelli Che il Calcio: "Avevamo bisogno di continuità"

Dopo la preziosa vittoria di Verona, l’allenatore dell’Inter Walter Mazzarri è stato ospite di Nicola Savino a Quelli che il calcio, dove ha rilasciato un’intervista sul momento della sua squadra, parlando anche di alcuni estratti del suo libro. Le prime parole servono a sintetizzare la stagione dei nerazzurri sino a questo punto: “L’Inter di Mazzarri non si è vista solo in questa serie di vittorie, ma si è vista anche all’inizio della stagione l’Inter di Mazzarri, solo che poi è mancata la continuità di risultati.” 

Uno degli elementi cardine della sua Inter è Jonathan per il quale, visto il doppio passaporto (sia brasiliano che italiano), ci sono sempre più voci che lo vorrebbero vestito d’azzurro, magari per il Mondiale:Jonathan in Nazionale? Per me se Jonathan andasse in nazionale sarebbe una vittoria. Per come aveva finito la stagione scorsa farlo rendere così è un orgoglio, considerando che era inviso anche al nostro pubblico alla fine della scorsa annata.”

Si torna a parlare, inevitabilmente, di Napoli e il conduttore chiede quali differenze ci siano tra le due realtà: “L’unica differenza è la lingua, con il presidente Thohir. Io con tutti i presidenti ho sepre avuto un ottimo rapporto con il presidente e questo rende più facile allenare la squadra e mantenere la serenità. Quest’anno è stato un anno particolare, so benissimo che la gente voglia vincere subito, però deve capire la situazione.”

La presenza in studio di Tombolini, ospite fisso della trasmissione, è l’occasione per parlare del rapporto con la classe arbitrale: “Credo che gli arbitri adesso abbiano tanta pressione addosso quando arbitrano l’Inter e possono farsi troppe domande prima di fischiare un rigore. Può essere che gli arbitri giovani sentano molto questa pressione.”

Su Guarin: “Se hai un progetto tattico definito e lo sai trasmettere, a livello di gestione i ragazzi sanno che sono sempre presente. Lo ho trattato come tutti gli altri, dandogli fiducia e cercando di farlo crescere per dare una mano alla squadra.” 

Cosa pensa Mazzarri di Balotelli? Questa la risposta del tecnico: “Ha delle qualità indiscutibili. Non posso giudicare quanto sia professionista perché non lo ho mai allenato, ma credo che bisogna stare più tempo dietro a lui per rassicurarlo e infondergli tranquillità.”

Infine, si chiede a Mazzarri perché abbia scelto la carriera da allenatore: “Io non ero fatto per fare il giocatore perché ho voglia di interagire a modo mio nello spogliatoio e questo corrisponde al mio attuale ruolo.” Il suo successore potrebbe essere già in casa: “Chi può essere un allenatore? Cambiasso. Già lo fa. Lui aiuta moltissimo a trasmettere le idee che l’allenatore vuole infondere nel gruppo.”

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