Inter, Moratti: Un addio senza il lieto fine

Inter-Livorno non sarà di certo ricordata per la sola vittoria seppur meritata da parte degli uomini di Mazzarri, dato che partite come quelle di sabato, ce ne sono state e ce ne saranno tante altre. Ciò che ha reso speciale quella sera è stato naturalmente il saluto di tutto lo stadio interista al grande Massimo Moratti, alla sua ultima partita da Presidente in quella che è stata per lui, una seconda casa.

A partire dalla Curva Nord per poi continuare con gli altri settori, ogni singolo spettatore ha dato il suo saluto ad un grande uomo prima che grande dirigente sportivo. Come sottolineato però dalla Gazzetta dello Sportoltre ai 400 metri di striscione di ringraziamento, non sono mancati alcuni messaggi polemici indirizzati chiaramente a Moratti. Uno di questi citava: “Le gioie più grandi, le sofferenze più imbarazzanti, 18 anni di gestione racchiusi in quelle 12 domande. L’essere troppo tifoso a volte è deleterio. In fondo le abbiamo voluto bene“. Il riferimento è a quello striscione risalente allo scorso 8 Maggio quando, in occasione di Inter-Lazio, parte della tifoseria espose uno striscione sul quale erano esposte 12 domande inerenti all’allora contestata situazione societaria.

Striscioni per Massimo Moratti Inter-LivornoLa figura di Moratti è stata spesso criticata negli anni per tante sue scelte manageriali forse sbagliate ma una cosa è certa: ha rappresentato, e continuerà a farlo per il resto della sua vita, il volto pulito di questo calcio un pò troppo malato. Un corpo estraneo a questo sistema, essendosi comportato sempre in maniera ineccepibile, da gran signore qual è. Ed anche sabato, è riuscito a nascondere tutte le emozioni che hanno attraversato il suo corpo. Emozioni di gioia ed affetto, sicuramente, ma anche di amarezza e delusione per via di quella “costola” malata che ha espresso il proprio parziale disappunto su di una gestione mai troppo vincente.

Leggi anche –> Inter-Livorno, 2-0: i gol e gli highlights

Leggi anche –> Striscioni di saluto al grande Moratti

Leggi anche –> Per un presidente che se ne va, un capitano che ritorna