Inter-Verona: alla scoperta del talento gialloblu Jorginho

Jorge Luiz Frello Filho, conosciuto ai più semplicemente come Jorginho. Fino a qualche mese fa, sempre ai più, era ancora abbastanza sconosciuto, almeno per quelli che la serie B non la seguono poi più di tanto. Eh già perché lui, nato a Imbituba in Brasile il 20 Dicembre di quasi 22 anni fa ma cresciuto calcisticamente nel Verona, poco prima d’affrontare le squadre più forti del campionato italiano, aveva alle spalle più di 60 presenze nella serie cadetta.

Certi numeri, naturalmente, non li hai per caso. A soli 19 anni, gioca un intero campionato in prestito in Lega Pro, nella Sambonifacese e, viste le buone prestazioni, viene subito richiamato dal Verona, alla corte del tecnico Mandorlini, per giocare in Serie B. Quasi 70 presenze insieme alla conquista della serie A, lo faranno diventare, a soli 21 anni, uno delle giovani promesse del campionato italiano.

Andrea Mandorlini

Ma che tipo di calciatore è Jorginho? Iniziamo col dire che è un centrocampista, anzi IL centrocampista. Può ricoprire tutti i ruoli nella metà campo e giocare, se il Mister lo vuole, anche più avanzato. Mandorlini, che ha sempre utilizzato il 4-3-3, lo fa giocare da mezz’ala insieme ad Hallfredsson e Romulo ma, date le caratteristiche dei due compagni di reparto, non ci vuole molto a capire come sia lui il vero faro della squadra. Un destro naturale che, però, date le origini carioca, usa il sinistro come se fosse una copia identica del piede preferito. Rapido di gamba ma soprattutto di piede. Bravo a lanciare qualche suo compagno, se ne occorre, o tecnico al punto da provare la giocata personale.

E, cosa che non guasta mai, un cecchino dagli 11 metri. Gli starà giovando tantissimo il gran momento della sua squadra ma se fino ad ora, è terzo nella classifica marcatori con ben 5 reti, è di certo anche merito suo. Nell’ultima partita contro il Parma, ha realizzato ben due rigori, cosa non da tutti soprattutto se giochi in Serie A e, in particolar modo, se hai solo 21 anni.

Capitolo nazionale. Il calciatore è da sempre cresciuto in Italia, proprio nel vivaio gialloblu. Lui, che ha il trisnonno paterno nativo di Lusiana, ha preso il passaporto italiano scegliendo di giocare, almeno per il momento, con la nazionale italiana. Al momento può annoverare una sola convocazione dell’ex tecnico dell’under 21, Denis Mangia, senza però mai scendere in campo. Tutto questo, però, “almeno per il momento” perché non è mai da trascurarsi la saudade brasiliana ma non ti vai di certo a scovare un trisavolo nell’albero genealogico così per caso.

juan iturbe verona1,80 m x65 kg di sola tecnica. Pura, cristallina. Il punto di forza di questo Verona che, insieme all’altro talento Iturbe, all’esperienza di Luca Toni e alla sapiente organizzazione tattica di Mandorlini, dopo 8 giornate è sorprendentemente quarto in classifica. Fino ad un certo punto, però, considerando che hanno in squadra un talento il cui nome, almeno dietro la maglietta, è Jorginho.

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