Intervista a Oriali: "Se Thohir mi chiamasse accetterei sicuramente. Mazzarri allenatore giusto"

Gabriele Oriali ha rilasciato una bella intervista al quotidiano Tuttosport nella quale parla di diversi argomenti legati al mondo Inter, primo fra tutti la sua voglia di tornare operativo per il club del magnate indonesiano: “Dopo trent’anni, l’Inter è diventata la mia seconda famiglia. Quindi, se ci fosse una chiamata da parte di Thohir, accetterei più che volentieri. Altrimenti, continuerò a fare il tifoso”.

A proposito di tifosi, l’ex giocatore e dirigente nerazzurro è rimasto nei cuori degli interisti, nonostante non lavori più per il club di Corso Vittorio Emanuele. Il motivo c’è lo svela lo stesso Oriali: “Perché credo di aver fatto qualcosa di buono prima come giocatore, per diciassette anni partendo dal settore giovanile; quindi da dirigente per altri tredici. Penso sia questo il motivo per cui gran parte dei tifosi interisti gradirebbe un mio ritorno in società”.

Nei suoi anni da dirigente nerazzurro sono stati tanti i colpi di mercato messi a segno, ma la trattativa più difficile è stata “Quella con la Juve per Ibrahimovic. Si sapeva che avrebbero dovuto cederlo, anche per la volontà del giocatore, però c’era sotto pure il Milan. Andai a Torino con Branca, c’era Blanc col quale trovammo un accordo per il trasferimento di Ibra e rimasi fino alle undici di sera finché non me lo firmarono. Furono due giorni tirati, con alle spalle la pressione del Milan che lo voleva a tutti i costi”. L’affare da ricordare assolutamente è, invece, a suo dire, quello di “Cambiasso preso a costo zero: io e Branca fummo inizialmente criticati perché non giocava nel Real. E poi Maicon: lo vedemmo la prima volta con Mancini e ce ne innamorammo subito”.

Oriali è convinto che la squadra da battere, ad oggi, sia la Juventus: “E lo sarà anche per i prossimi, così come lo siamo stati noi per diversi anni, per i vantaggi dati dallo stadio di proprietà, perché hanno idee innovative, per la bravura della proprietà e dei dirigenti nella scelta dei giocatori e perché hanno un tecnico che, in questo momento, nel nostro campionato è il migliore […] Il gap con la Juve c’è: per colmarlo ci vuole lavoro, pazienza e tempo”.

Su Ausilio e il ruolo di responsabile dell’area tecnica nerazzurra, l’ex mediano ha dichiarato: “L’esperienza nel condurre trattative se l’è già fatta con me e Branca, in più conosce bene il settore giovanile ed è esperto di calcio internazionale, quindi è una scelta che ci può stare. Anche se ritengo che in un grande club come l’Inter forse dovrebbe avere qualcuno all’interno della società col quale potersi confrontare quotidianamente. Se poi interista ancora meglio”.

lele oriali

Sui suoi contrasti con Branca e la Società, dopo l’anno del Triplete, Oriali ha detto: “Il nostro rapporto si è incrinato nell’ultimo anno perché avevamo idee diverse, ma prima si è lavorato molto bene. I risultati lo dimostrano. Dopo il Triplete, c’è stata una scelta da parte della società che ovviamente non ho condiviso, ma che ho rispettato con dispiacere perché pensavo di essermi guadagnato sul campo la conferma nel mio ruolo. Così non è stato, quindi le nostre strade si sono divise. E ci sono rimasto male”.

In merito alla situazione di Zanetti, che presto incontrerà il Presidente Thohir per pianificare il suo futuro, l’ex ds nerazzurro ha affermato: “Sono convinto che la sua idea sarebbe quella di continuare ancora un anno. Lui è un simbolo e, per diversi motivi, potrebbe anche essere utile nello spogliatoio. Il consiglio che posso dargli è di seguire il suo istinto […] Non me ne voglia Zanetti, per il quale ho una grande ammirazione, ma di Facchetti ce ne sarà solo uno, unico e inimitabile. Anche se credo manchi una figura percepita come vero interista all’interno del club, che faccia da interlocutore tra società, settore tecnico e allenatore e che sia riconosciuto come uomo immagine dell’Inter”.

Quanto a Mazzarri, Oriali ha detto: “È una fase di transizione che deve avere come obiettivo minimo quello di centrare l’Europa League, comunque ritengo che Mazzarri sia l’allenatore giusto non solo per questa fase di transizione”. Su Icardi, giovane attaccante su cui l’Inter punta molto, ha invece affermato: “Non lo conosco bene. So però che è forte, giovane, di prospettiva, potente fisicamente e bravo tecnicamente. L’Inter ha fatto un buon acquisto perché Icardi è il futuro”.

Non poteva certamente mancare una domanda in merito al fatto che l’Inter quest’anno non ha ancora ricevuto un rigore a favore. Questa la sua eloquente risposta: “Di errori ce ne sono stati sette-otto clamorosi, sono sviste inconcepibili che penalizzano la classifica dell’Inter. Sembra che ormai ci sia una sindrome da rigore non dato, anche se ritengo che gli arbitri siano comunque in buona fede”.

Infine, sulla sfida contro il Torino di Domenica pomeriggio, Oriali ha dichiarato: “Ventura sta facendo grandissime cose a Torino. La sua squadra gioca bene, diverte e ha un’ottima classifica. L’Inter dovrà essere brava a non dare spazio a Cerci e Immobile perché sono micidiali in campo aperto. Anche se per l’Inter, però, quella sarà una partita da vincere”.

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