Italia eliminata nella fase a gironi per la terza volta nella storia

Come il Mondiale 2010. Anzi peggio. Ancora una volta la nazionale italiana esce al termine del girone eliminatorio, riuscendo ad “eguagliare” la performance di quattro anni fa, quando nel Mondiale sudafricano, gli azzurri nel girone con Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda, raccolsero la miseria di due punti.

Si disse che era l’anno zero, che più in basso di così non si poteva scendere. Invece è accaduto proprio questo. È vero che, rispetto a quattro anni fa, siamo riusciti a collezionare almeno una vittoria, con l’Inghilterra alla prima giornata, quindi finendo a 3 punti. È vero anche che il girone di questa edizione era molto più difficile (almeno sulla carta) di quello del Sudafrica, ma l’eliminazione di quest’anno sembra lasciare strascichi molto più pesanti all’interno dell’ambiente azzurro e del sistema calcistico italiano.

Le immediate dimissioni del ct Prandelli, del presidente federale Giancarlo Abete e le pesantissime dichiarazioni di senatori come Buffon e De Rossi, lasciano intuire che la ricostruzione non sarà affatto facile, considerati anche tutti gli altri problemi del calcio italiano.

Staticamente, per la terza volta l’Italia esce per due edizioni di seguito dai Mondiali nella fase a gironi. Era accaduto nelle edizioni del 1950 (proprio in Brasile) e poi in quello in Svizzera del 1954. La storia si ripeteva nelle edizioni del 1962 e del 1966, rispettivamente in Cile e in Inghilterra. E infine, le ultime due sciagurate edizioni. Come dire, non c’è due tre.

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