Italia-Olanda, Conte: “Cercheremo di partire bene”

Prima conferenza stampa di vigilia pre-match per il nuovo ct dell’Italia Antonio Conte. L’avversario di stasera è l‘Olanda, e c’è da battere il tabù esordio: infatti l’ultimo commissario tecnico a vincere la prima partita fu Dino Zoff nel settembre del 1998, 2-0 a Liverpool contro il Galles,  in una gara valevole per le qualificazioni all’Europeo del 2000 in Belgio e Olanda.

Ovviamente Conte vuole partire bene,  e mette al bando la scaramanzia: “A nessuno piace perdere, anche se poi qualcuno ha vinto i mondiali (Lippi nel 2006). “Cerchiamo di partire bene. Contro l’Olanda terza in Brasile, che ha valori consolidati; noi siamo vogliosi di fare bene”. Venendo alla formazione, Conte si sbilancia un po: Giocherà Sirigu, e saremo prudenti con Stephan El Shaarawy, che ha un leggero fastidio dovuto a una lieve distorsione alla caviglia. Si è sempre allenato, ma non prenderemo rischi.

Sul ruolo di El Sharawy, afferma: “Può fare sia la punta che l’esterno, ma per questo ruolo c’è un po da lavorare, abbiamo iniziato da poco”. Alla domanda su cosa si aspetta in campo, risponde così: «Mi aspetto di vedere le mie idee in campo, anche se abbiamo lavorato solo tre giorni ma siamo già migliorati. Vincere piace a tutti, ma non è per tutti, è per gente speciale; inziamo subito a essere speciali!»

Poi riguardo ai giovani:Punto a creare un mix tra veterani e ragazzi giovani e promettenti, che hanno tutto per diventare grandi; dovremo farli crescere e assemblarli con i senatori. Questo deve avvenire con un atteggiamento molto postivo e prepositivo. Servirà senso di responsabilità; tutti sappiamo le difficoltà del Paese; noi saremo in campo ma dietro abbiamo il Paese».

Infine, gli viene chiesto quanto avverte la responsabilità per questo ruolo: “Quando ho deciso di essere ct, so di essermi preso una grandissima responsabilità; lo so io e lo sa il gruppo, responsabilità verso l’Italia e i nostri tifosi. A prescindere del risultato mi aspetto orgoglio, senso di appartenenza, nella consapevolezza di sapere che dietro di noi c’è un Paese intero; sarei deluso se non riuscissimo a mantenere il nostro impegno: uscire con la maglietta sudata al 95′ non sarà un modo di dire».

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