Juve-Chievo: Antonio Conte festeggia le 100 partite alla guida dei bianconeri

Ci sono tanti modi per festeggiare le 100 partite alla guida di un grande club, Antonio Conte ha scelto quello migliore, con 4 trofei già in bacheca e la possibilità di assicurarsene altri due. Il terzo scudetto “work in progress” fa il paio con un Europa League in cui la Juventus si appresta a svolgere il ruolo di protagonista, con l’eventualità di disputare davanti al pubblico dello Stadium l’ipotetica finale.

Arrivato tra lo scetticismo di coloro che lo ritenevano un pò troppo acerbo per la guida tecnica bianconera (nonostante le esperienze quasi sempre positive ad Arezzo, Bari, Bergamo e Siena), lo Special One del Salento toccherà quota cento Domenica Pomeriggio contro il Chievo, anche se le panchine effettive sono solamente 78, a causa della famigerata squalifica per la vicenda “Scommessopoli” (capitolo segnato da evidenti disparità di giudizio).

Tornato nella squadra con cui ha vinto praticamente tutto da calciatore (non solo Scudetti, Coppe e Supercoppe Italiane, ma anche una Champions League, una Coppa Uefa, una Supercoppa Uefa, una Coppa Intercontinentale e una Coppa Intertoto), Antonio Conte ha dimostrato di essere un tecnico tenace e guerriero, sempre pronto a richiamare all’attenzione i suoi, anche quando la partita sembra ormai essere in cassaforte.

Sarebbe troppo riduttivo, però, riconoscere a Conte solo ed esclusivamente i meriti di motivatore: le capacità comunicative fanno infatti il paio con una classe cristallina in quanto ad abilità tattica, qualità che gli ha permesso di guadagnarsi l’appellativo di “Top player della panchina“. Il 4-3-3 proposto inizialmente,  basato sull’aggressione della profondità da parte degli esterni di spinta, un’ingente quantità di verticalizzazioni e l’abilità nell’impostare innumerevoli transizioni positive, ha lasciato il posto al famoso 3-5-2 che ha fatto scuola in Italia (nonostante qualcuno asserisca il contrario).

E poi, come dimenticare il rapporto teso tra l’allenatore della Juventus e la stampa: apertamente schierato contro i “destabilizzatori” dotati di penna e microfono, l’ex tecnico del Siena ha deciso poche settimane fa di disertare tutte le conferenze stampa pre-partita sino al termine della stagione, motivando così la sua scelta “La conferenza è facoltativa, ed io ho scelto di non presentarmi dedicandomi maggiormente al lavoro sul campo“.

Una volontà quasi estremista, ma forse saggia, per il bene della Vecchia Signora, anche a costo di rendersi antipatico agli occhi di una parte dei media, perchè come ha spiegato lui stesso “E’ impossibile essere vincenti senza essere antipatici, almeno in Italia. Le gelosie e le invidie sono inevitabili, soprattutto ad alti livelli. Non succederà mai, difficile vedere un vincente simpatico”.

Auguri Mister, che queste 100 partite siano le prime di una lunga serie.