Juve-Roma tra politica e pallone: anche Montecitorio va in fuorigioco

Dagli spalti agli scranni, dallo Juventus Stadium a Montecitorio. Ad oltre 24 ore dalla gara Juventus-Roma, caratterizzata da un agonismo esasperato e da mille controversie di carattere arbitrale, le polemiche non accennano a spegnersi, anzi si spostano addirittura tra i banchi del Parlamento.

Si è assistito ad un imprevedibile proliferare di commenti al vetriolo da parte dei nostri rappresentanti istituzionali, comprensibilmente di fede giallorossa, che hanno unito (almeno stavolta) maggioranza e minoranza, Democratici e Fratelli d’Italia.

Si va dalle più scontate accuse di “condizionamento” arbitrale di moggiana memoria alla configurazione di episodi atti a “minare la credibilità del Paese” ; c’è addirittura chi ha pensato bene di annunciare un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Economia ed un esposto alla Consob, nell’ipotesi che le vicende dello Stadium abbiano potuto penalizzare degli incolpevoli azionisti (Roma e Juventus sono società quotate in Borsa).

Premesso che la manifestazione della propria fede calcistica resta un’espressione della libertà di pensiero e di parola, è plausibile che in un momento così difficile per il Paese siano i nostri parlamentari a doversi “preoccupare” del contatto avvenuto nell’area di rigore dello Juventus Stadium o della maggiore “internazionalità” di un arbitro rispetto ad un altro ? Meditate, gente.

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