Juventus, Agente Sturaro: "Stefano è il pupillo di Paratici"

E’ ormai passato un anno da quando Stefano Sturaro ha messo piede a Vinovo, e la crescita tecnico-tattica e caratteriale del centrocampista adesso è sotto gli occhi di tutti.

A raccontare i momenti e le sensazioni vissuti dal giocatore cresciuto nelle giovanili del Genoa, c’ha pensato il suo procuratore, Carlo Volpi: “Certo, Stefano si è ambientato grazie a chi lo circonda, partendo dai ragazzi più esperti fino a quelli più giovani, che forma un gruppo compatto ed intelligente. Ha conosciuto meglio Torino e la vive bene con la sua ragazza, specie perché quest’anno per lui ci sono le condizioni ideali per essere sempre al top. E la cosa migliore è che anche quando è in panchina non gli pesa il fatto di non essere in campo, perché come lui a “farla” ci sono compagni eccezionali. Comunque vada il verdetto finale, per lui sarà ugualmente una stagione indimenticabile”.

Quando ha saputo che avrebbe anticipato di sei mesi il suo approdo in bianconero, quale sono state le reazioni che ti ha comunicato il calciatore? “C’è da premettere che, da almeno quattro anni, Stefano è un pupillo di Paratici. Una delle prime scelte di quest’ultimo, dai tempi dell’operazione di Boakye, era di inserire nella suddetta trattativa proprio Sturaro, ma il Genoa rifiutò. Le sue abilità colpirono pure Conte, allora allenatore della Juve, ma il ragazzo era ancora indeciso e preferì continuare la sua esperienza genoana per giocare il più possibile. C’era qualche problema a centrocampo in quel momento e le parole di mister Allegri sono bastate a rassicurarlo e convincerlo a venire. Stefano non deve dimostrare niente a nessuno e deve solo essere naturale, facendo ciò che è abituato a fare”.

Quale è stato l’impatto che ha vissuto dal passaggio da Genova a Torino? “E’ capitato nel momento giusto. C’erano molte domande, perché si passava da una famiglia come il Genoa ad un ambiente totalmente nuovo e sconosciuto. Ma nonostante fosse l’ultimo arrivato, si è integrato sin da subito. Forse gli manca il mare, ma comunque non è stato facilissimo per Stefano, perché prima era abituato ad avere una conoscenza quasi personale dei tifosi, mentre alla Juve ha dovuto far fronte alle nuove esigenze di un pubblico molto più ampio. La sua forza comunque, è stata un’altra”.

Sin dalla tenera età, veniva facile paragonarlo a un campione come “Ringhio” Gattuso: “Conosco da sempre il giocatore, apprezza tutti ma Stefano Sturaro è Stefano Sturaro. Gattuso è sempre stato un grande campione che ha vinto praticamente tutto, mentre Stefano è un’altra persona anche come calciatore, e pensa esclusivamente a se stesso. Parlando con un ds inglese ho sentito dire che è simile a Gerrard, dal suo dg Zarbano, che ha contribuito a renderlo com’è oggi, invece ho sentito che gli ricordava Thiago Motta quando era tranquillo in allenamento. Ognuno dice la sua”.

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