Juventus in Europa League, è Pirlo il rimpianto rossonero

Dopo aver assistito alle gare di ritorno degli ottavi di finale di Europa League emerge il preoccupante dato per l’Italia di una sola squadra rimasta, anche per via di una immeritata eliminazione del Napoli, ma emerge di sicuro un altro dato: Andrea Pirlo. Proprio l’ex centrocampista di Brescia e Milan che ha passato 10 anni nelle file rossonere e che ora porta avanti la Juve in campionato e in Europa con le sue giocate e le sue magie, aumentando in modo proporzionale l’invidia e la disperazione dei tifosi rossoneri che in “trilly campanellino” si erano sportivamente innamorati. in questi tre anni ha contribuito pesantemente alla vincita del primo scudetto dell’era Conte e ha continuato ad essere determinante anche negli anni successivi.

In solo una settimana ha portato 3 punti fondamentali alla causa juventina con una punizione, suo marchio di fabbrica, contro un Genoa che in casa si era comportato egregiamente e, il passaggio del turno contro la Fiorentina, sempre con una punizione. Non a caso nel 2012 è stato classificato, dal tabloid inglese The Guardian, come l’ottavo calciatore più forte al mondo e, nonostante le sue 35 primavere, nelle oltre 100 partite giocate con la maglia bianconera, Pirlo non è sceso in campo soltanto cinque volte. Sappiamo tutti come andò il suo trasferimento a zero all’avversaria di sempre. Se ne è parlato parecchio e le colpe sono state suddivise a più persone, ma sta di fatto che Andrea Pirlo rimane uno dei trasferimenti di mercato più scellerati degli ultimi 10 anni del club di via Aldo Rossi.

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