Juventus-Inter 3-1, Analisi di una sconfitta che non sorprende

Diciamoci la verità, era davvero difficile pronosticare un risultato diverso da quello che è maturato ieri sera contro la Juventus. Ma non tanto, ovviamente, in termini di goal subiti che, tra l’altro, sono arrivati da gravi errori individuali che non ci si può permettere contro i bianconeri, ma quanto di esito finale. La sconfitta dei nerazzurri è il risultato che fa meno sorpresa. Ciò che deve, invece, stupire è non aver visto quella rabbia agonistica e quella giusta carica nei giocatori nerazzurri scesi in campo che sarebbe stata l’unica vera arma importante da opporre agli uomini di Conte, molto meglio organizzati dell’Inter e con la chiara e forte consapevolezza nei propri mezzi. Affrontare la Juventus nel modo in cui è stato fatto equivale a un mezzo suicidio.

La tattica di mister Mazzarri era chiara: aspettare che la Juventus si facesse avanti e poi pressarla, ma il pressing ieri cominciava sempre troppo tardi, quando ormai i bianconeri erano nei pressi dell’area di rigore. Non marcare Pirlo, perché così è stato, si è rivelato un errore imperdonabile. Non si può lasciare a un giocatore con la qualità e la tecnica del centrocampista italiano, la libertà di fare quello che vuole perché quello che inevitabilmente succede è che ti mette in porta i giocatori con un semplice tocco di palla che manda fuori tempo i difensori nerazzurri.

walter mazzarri

L’Inter non è mai riuscita ad arrivare prima sulle seconde palle e non è un caso. Singolarmente, è mancata la cattiveria agonistica. Tutti gli undici in campo avrebbero dovuto vender cara la pelle, e dare un chiaro segnale ad allenatore, Presidente e tifosi, perché come ha dichiarato Mazzarri nel post gara Quest’anno bisogna valutare e rivalutare la rosa. I ragazzi sono stati avvertiti, quest’anno stiamo costruendo l’Inter del futuro. Chiaro il messaggio dell’allenatore toscano, che è poi il pensiero della Società nerazzurra: nessuno deve credere di avere il posto assicurato, né tanto meno sentirsi cucita addosso la maglia dell’Inter.

Bisogna lottare e sputare sangue – per dirla cruda – perché è un anno si di transizione ma determinante per capire quali sono e quali non sono quei giocatori che meritano di giocare per la Benamata. A tal proposito, una nota lieta in una serata ancora una volta amara, è certamente data da due nuovi acquisti del mercato di Gennaio: Ruben Botta e Danilo D’Ambrosio. Buttati nella mischia da Walter Mazzarri negli ultimi trenta minuti circa della gara, hanno lottato su ogni pallone e provato a far qualcosa nonostante la partita fosse ormai compromessa. A loro il merito di aver mostrato nel tempo di gioco a  disposizione più di quanto fatto dalla maggior parte dei loro compagni in tutta la partita.

Adesso il mercato è finito e la Juventus è acqua passata per quest’anno, per il proseguo di questa stagione l’Inter ha il dovere di impegnarsi al meglio, prima e durante la partita. È di fondamentale importanza terminare il campionato con un piazzamento che significhi Europa, anche se dovesse trattarsi dell’Europa Legue. Perché è una questione di prestigio e soldi che entrerebbero nelle casse nerazzurre. Bisogna cominciare con i piccoli ma importanti obiettivi per rifondare una squadra che adesso è allo sbando, ma che grazie anche agli innesti dei nuovi Botta, D’Ambrosio e Hernanes, e il recupero psicologico di un giocatore importante come Guarin, può e deve ancora poter pensare di dire la sua in questa stagione.

A Mazzarri il compito di far ritrovare a questi giocatori la strada smarrita, che è quella della vittoria, ormai persa da ben 5 partite (l’ultima risale al derby col Milan del 22 Dicembre), e del gioco espresso in campo. Gennaio è stato un mese horribilis per l’Inter, ma guardarsi indietro e vedere macerie deve servire solo da monito e per imparare dagli errori commessi. Bisogna andare avanti e fare il massimo da qui alla fine di questa lunga e tormentata stagione di transizione.

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