Juventus, Jacobelli: "I bianconeri soffrono di mal di trasferta"

La Juventus in trasferta ha uno score clamorosamente negativo. Contro il Genoa altro ko esterno. Dopo la vittoria contro il Palermo e l’ennesimo risultato positivo fra le mura amiche dello Juventus Stadium arriva la seconda bastosta consecutiva oltre i confini torinesi da parte dei bianconeri. Dopo il pareggio contro il Sassuolo, la sconfitta contro l’Olympiakos ad Atene e la sconfitta contro il Genoa a Marassi si può parlare di mal di trasferta ma non certo di crisi.

La pensa così anche il direttore di Calciomercato.com, Xavier Jacobelli che sul suo sito on-line descrive la situazione della Juventus parlando di mal di trasferta dovuta alle sconfitte contro Olympiakos e Genoa e il pareggio contro il Sassuolo. Per lui, la lontananza dallo Juventus Stadium, è motivo di timore per i bianconeri che quando giocano in trasferta sembrano un’altra squadra. Il direttore, nel suo articolo, si accoda, anche, alle parole di De Rossi che, a fine partita, ha ribadito che la corsa scudetto è un affare solo di Roma e Juventus, Champions League permettendo.

Nelle ultime tre trasferte dei bianconeri c’è da evidenziare un filo conduttore che le lega; il gioco. La Juventus ha creato moltissime palle goal, alcune anche molto nitide, ma ha sempre trovato di fronte a sé portieri che hanno giocato la cosiddetta “partita della vita”. Se andiamo ad analizzare le tre partite in cui la Vecchia Signora non ha portato a casa la vittoria possiamo vedere che il possesso palla, le occasioni create sono maggiori dei tiri subiti ma la poca cinicitá sotto porta e la bravura che hanno dimostrato gli estremi difensori hanno negato, alla Juventus, la possibilità dei tre punti.

Tutto questo, però, non deve essere una giustificazione. I bianconeri devono lavorare, tanto, continuando, comunque, ad essere consapevoli che la Juve non è cambiata. Allegri, che sembra già sulla graticola, ha gli stessi punti dell’anno scorso ma in questa stagione si ritrova, addirittura, primo in classifica.

Si può parlare già di crisi? No, non credo.

Leggi anche