Juventus-Lazio, caso Supercoppa: tutto rimandato all'Alta Corte

Il calcio è di chi lo ama, ma i protagonisti di questa storia dimostrano di amare ben altro che il calcio. La Supercoppa ormai da qualche anno a questa parte è diventata una partita commerciale, più che l’incontro fra le due migliori squadre in Italia.

Le discussioni vanno e vengono come dei boomerang, prima e dopo la partita, tralasciando quelle che riguardano il calcio giocato. Gli scontri verbali fra le varie parti iniziano per la decisione del posto dove si dovrà disputare la finale, l’anno scorso alla fine si disputò a Pechino, mentre quest’anno si è deciso di disputarla in Italia, all’Olimpico di Roma.

Supercoppa Juve

Decisione che ovviamente non ha accontentato tutti, anzi non ha accontentato il presidente Lotito che voleva disputare la partita a Pechino per avere l’indennizzo di 1,8 milioni, ma comunque è stato accontentato ricevendo l’intera cifra dell’accordo, mentre alla Juventus sono andati poco meno di seicentomila euro.

I bianconeri ovviamente hanno fatto ricorso prima al Consiglio, che l’aveva respinto, e poi alla Corte di Giustizia Federale, che invece si è dichiarata incompetente in teoria ed ha rimandato tutto all’Alta Corte del Coni, stavolta la decisione dovrebbe arrivare. La Juventus vorrebbe essere risarcita facendo valere il fatto che non c’era l’obbligo di giocare in Cina. Solo l’Alta Corte darà il verdetto finale, ma queste pratiche si allontanano sempre più dal gioco più bello del mondo.

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