Juventus, Llorente segna e convince: può diventare il nuovo bomber?

Tra le poche note positive della sconfitta del “Bernabeu” c’e sicuramente la prestazione di Fernando Llorente. Gol a parte, il Re Leone è stato uno dei migliori in campo, non tanto per la qualità dei palloni toccati, quanto per il lavoro sporco fatto a favore della squadra e quando è dovuto uscire per esigenze tattiche la sua assenza là davanti s’è sentita parecchio.  

Tanto pressing, grande partecipazione alla manovra, sponde sempre puntuali e gol che ha tenuto in partita la Juventus fino al 90’. Una prestazione  “scacciacritiche”  quella di Llorente con buona pace di chi a gennaio lo vedeva già (ri)accasato in Spagna in maglia blaugrana o in Inghilterra tra le file dell’Arsenal. In effetti l’impatto di Llorente con il campionato italiano  è stato duro e Conte, fino agli infortuni di Quagliarella e Vucinic, gli aveva riservato pochissimo spazio.

llorente

L’attaccante  ventottenne della  nazionale spagnola infatti fino alla partita di domenica contro la Fiorentina aveva giocato solo due partite da titolare contro Hellas Verona e Chievo.

Complice l’anno di quasi totale inattività per le travagliate vicissitudini contrattuali col suo club , il fisico possente e la preparazione diversa, il re Leone non aveva ancora convinto appieno il tecnico ed era stato prematuramente bollato come flop dalla maggior parte degli addetti ai lavori. Non solo. A differenza di Tevez , entrato subito nel collaudato meccanismo del 3-5-2 contiano, lo spagnolo aveva fatto più  fatica ad imparare i dettami dell’allenatore fatti di gioco di sponda sulle fasce o per i centrocampisti in fase d’inserimento, di protezione della palla e capacità di far salire la squadra ma soprattutto di tanto movimento e di tanto pressing.

Fernando Llorente

E Fernando di questo non ne aveva mai fatto mistero come dimostrano alcune sue dichiarazioni di inizio stagione:” io ero abituato ad aspettare il cross in area. Adesso invece devo giocare con la squadra, fare i movimenti giusti ed è una cosa che voglio imparare. Adesso mi devo adattare al gioco della Juve”.

Ieri Llorente non ha tradito le aspettative e ha fatto esattamente quello che gli chiedeva il tecnico dimostrando di essersi integrato alla perfezione negli schemi di Conte. Contenti della sua prova anche i tifosi  che in lui rivedono quel John Charles che a cavallo degli anni ’60 guidò la Juventus alla conquista di  tre scudetti e due coppe nazionali. L’auspicio è che Llorente possa ripercorrere la stessa strada e lasciare il  segno nella storia bianconera proprio come ha fatto il gallese.